Come si devono vestire e parlare gli influencer cinesi

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Il ministero del Commercio cinese ha sviluppato delle proposte per definire uno standard dei live-streamer che commercializzano prodotti su piattaforme di shopping online. Le regole includono dettagli su come gli influencer dovrebbero vestirsi o parlare davanti alla telecamera, nonché linee guida su come le piattaforme dovrebbero consentire ai consumatori di fornire recensioni per gli host e per i prodotti che commercializzano: “Quando l'host trasmette in diretta, il suo abbigliamento e la sua immagine non devono violare l'ordine pubblico o il buon costume", ha scritto il ministero, aggiungendo che “il loro aspetto dovrebbe riflettere anche le caratteristiche dei prodotti o dei servizi che stanno commercializzando”. Le regole suggeriscono anche che gli host “parlino mandarino durante lo streaming” e siano onesti e obiettivi su quello che vendono, altrimenti possono essere puniti dalla piattaforma di ecommerce con limitazioni del loro traffico, la sospensione o anche la rimozione dell'account.

L'ecommerce in livestreaming è un settore valutato oltre 30 miliardi di dollari in Cina: influencer noti vendono prodotti e servizi durante dirette anche lunghissime. Un mercato che coinvolge società come JD.com, Suning.com, piattaforme di video clip come Douyin e Kuaishou e app social come WeChat e Weibo: nel 2020, il numero di utenti che hanno guardato gli spettacoli di ecommerce in livestream ha raggiunto i 388 milioni e il numero di venditori su 23 piattaforme ha superato i 130 milioni, rendendolo appunto un business enorme. Un settore che è già sotto la lente d'ingrandimento del Governo per i ripetuti casi di contraffazione: Qianxun Culture Media Co è stata multata di 530.000 yuan per promozione illegale di prodotti alimentari e cosmetici, mentre Viya, livestreamer da oltre 80 milioni di follower, ha ricevuto accuse di vendere prodotti contraffatti sulla piattaforma livestream Taobao.

Dalla fine dell'anno scorso, Pechino ha rilasciato una serie di regolamenti che colpiscono soprattutto i settori tecnologici. Il governo accusa il settore privato di aver creato una serie di problemi socioeconomici che potrebbero destabilizzare la società. I principali leader del Partito Comunista hanno recentemente tracciato un progetto quinquennale sull'aumento della supervisione normativa attorno all'economia digitale, alla finanza online e ai big data. In questo senso, le azioni di Alibaba che gestisce Taobao Live, la più grande piattaforma di shopping in streaming live della Cina, si sono sono quasi dimezzate dal picco di fine Ottobre, mentre Kuaishou, la seconda più grande app di video brevi e piattaforma di ecommerce in live-streaming della Cina, è scesa di quasi l'80% quest'anno. Anche il settore dei videogiochi è sotto una forte stretta: la National Press and Publication Administration cinese ha annunciato che i bambini e i ragazzi potranno giocare online per un’ora al giorno solo nel weekend. Ovvero dalle 20 alle 21 da venerdì a domenica per un massimo, quindi, di 3 ore settimanali. La misura è stata introdotta “per un’efficace prevenzione della dipendenza dei minori dai giochi online”. La salute fisica e mentale dei minori dovrebbe risultate in questo modo protetta più efficacemente.

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