"Come si fa a fare la guerra dentro una Chiesa?". Nizza ripiomba nel terrore

Maria Elena Capitanio
·Giornalista e scrittrice
·4 minuto per la lettura
A relative of the sacristan victim of a knife attack cries in front of the Basilica of Notre-Dame de Nice in Nice on October 29, 2020. - France's national anti-terror prosecutors said Thursday they have opened a murder inquiry after a man killed three people at a basilica in central Nice and wounded several others. The city's mayor, Christian Estrosi, told journalists at the scene that the assailant, detained shortly afterwards by police, "kept repeating 'Allahu Akbar' (God is Greater) even while under medication." He added that President Emmanuel Macron would be arriving shortly in Nice. (Photo by Valery HACHE / AFP) (Photo by VALERY HACHE/AFP via Getty Images) (Photo: VALERY HACHE via Getty Images)
A relative of the sacristan victim of a knife attack cries in front of the Basilica of Notre-Dame de Nice in Nice on October 29, 2020. - France's national anti-terror prosecutors said Thursday they have opened a murder inquiry after a man killed three people at a basilica in central Nice and wounded several others. The city's mayor, Christian Estrosi, told journalists at the scene that the assailant, detained shortly afterwards by police, "kept repeating 'Allahu Akbar' (God is Greater) even while under medication." He added that President Emmanuel Macron would be arriving shortly in Nice. (Photo by Valery HACHE / AFP) (Photo by VALERY HACHE/AFP via Getty Images) (Photo: VALERY HACHE via Getty Images)

Dai piccoli balconi di avenue Notre Dame a Nizza si affacciano in tanti. Restano fermi, con le braccia appoggiate alle ringhiere e gli occhi fissi sulla basilica alla fine della strada. Tre persone sono state accoltellate e uccise da un uomo che è stato sentito gridare a ripetizione “Allah Akbar”. L’attacco all’arma bianca è avvenuto all’interno della chiesa di culto cattolico di viale Jean Médecin. L’assalitore, Brahim A., 21 anni di origini tunisine, secondo fonti investigative sarebbe un migrante arrivato dall’Italia. Ha messo fine alla vita di una donna di circa 70 anni, “quasi decapitata”, come spiegano fonti della scientifica, che è stata ritrovata ai piedi dell’acquasantiera. Del sagrestano, Vincent, cinquant’anni, padre di due figlie, e di un’altra donna quarantenne che in un primo momento era riuscita a fuggire per rifugiarsi in un bar, ma che poi è deceduta per le gravi ferite ripotate alla gola. Prima di morire ha pronunciato queste parole: “Dite ai miei figli che li amo”. L’aggressore è stato ferito nel corso dell’intervento della polizia ed è stato portato all’ospedale Pasteur, dove è attualmente ricoverato in terapia intensiva. Avrebbe agito da solo, contrariamente alle prime voci.

“Conoscevamo il sagrestano, era lì sempre, fino a sera”, raccontano due donne, madre e figlia, entrambe in lacrime. Al collo piccole croci dorate, il capo coperto da un foulard. “Cosa ha fatto di male? Lui era sempre aperto con persone di tutti i credo religiosi”, spiega la signora. “Come si fa a fare la guerra dentro una chiesa?”, continua con la voce che si fa più acuta. Intanto a poca distanza tre ventenni – tuta da ginnastica, monopattino e borse Vuitton contraffatte – ridono facendo foto alla Basilica. Dicono di essere di origine magrebina, ma nati in Francia. Gli chiediamo perché ridono, rispondono che “no, avete capito male, non stiamo ridendo”. Poco dopo sgattaiolano via per le traverse di avenue Notre Dame. Le donne islamiche passano con occhi bassi davanti al luogo dell’attentato. Una signora sull’ottantina, Marie, che cammina a fatica con il suo bastone e la sporta della spesa, vaga dicendo “Che grande tristezza, io andavo lì ogni mattina, non riesco a credere che sia vero quello che è successo”.

Sul posto attorno alle 14:00 è giunto – dopo aver incontrato il sindaco di Nizza, Christian Estrosi – il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, accompagnato dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, dal ministro della Giustizia, Eric Dupont-Moretti, da Jean-François Ricard, capo della procura nazionale antiterrorismo e dal Monsignore De Moulin Beaufort, presidente della conferenza episcopale di Francia. Si è intrattenuto a lungo con le forze di sicurezza e di soccorso mobilitate per l’attacco. A rafforzare la Polizia giudiziaria di Nizza, a cui sono state affidate le indagini, sono arrivati anche gli agenti di polizia della Sdat (sottodirezione antiterrorismo) di Parigi, della DGSI (Direzione generale della sicurezza interna) e del Polizia giudiziaria di Marsiglia. Il piano Vigipirate (che è il piano francese di vigilanza e protezione contro il rischio di attentati terroristici) sarà portato al livello di “attacco d’emergenza su tutto il territorio”, ha annunciato ai deputati il primo ministro Jean Castex. “Il presidente della Repubblica ha convocato per domani mattina un consiglio di difesa e sicurezza nazionale”, ha fatto sapere all’Assemblea nazionale. Intanto, alle 15:00, le chiese di Francia hanno suonato all’unisono le campane per rendere omaggio alle vittime.

Quello su cui si affaccia la basilica di Notre-Dame è un viale pieno di negozi e locali: c’è il parrucchiere, il rivenditore dolciumi, oggi con le vetrine di Halloween, quello di scarpe per bambini, poi piccoli esercizi, come una bottega di bijou. Qui ci fermiamo a parlare con la proprietaria: “Ne abbiamo fin sopra i capelli, non so che dire”, commenta quasi a voler chiudere la conversazione in fretta. Proviamo a spostarci di mezzo chilometro. L’aria cambia, si fa più indifferente, sembra che l’attacco con tre vittime nella chiesa non sia più il fatto del giorno. Ci fermiamo in un locale vegano, una coppia sta mangiando humus di barbabietola, chiediamo cosa ne pensano dell’attentato, del terrorismo, se hanno paura. “Siamo abituati”, taglia corto lei. “Mi preoccupa di più di il Covid”. Proseguiamo finché non si staglia davanti a noi la chiesa dedicata a Giovanna d’Arco e la troviamo chiusa, con i cancelli sigillati dalle catene. Su ordine del sindaco, come tutte le chiese di Nizza, per sicurezza è stata sbarrata e messa sotto la protezione della polizia.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.