Come si pilota la nave da crociera più grande del mondo

Image from askanews web site
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Roma, 2 ott. (askanews) - E' un colosso dei mari ma è maneggevole e si pilota con facilità. Parola di Rob Hempstead, marinaio di lungo corso e capitano della Wonder of the Seas, la nave da crociera più grande del mondo (lunga 362 metri, larga 64, 18 piani di altezza, 2.300 uomini di equipaggio) della compagnia statunitense Royal Caribbean, giunta nel maggio scorso nel Mediterraneo, dove resterà fino a fine ottobre facendo scalo a Barcellona, Palma di Maiorca, La Spezia, Civitavecchia e Napoli. Nato in Rhode Island, piccolo stato degli Stati Uniti affacciato sull'Oceano Atlantico, in una famiglia di marinai (padre e nonno capitani), il capitano Rob - che askanews ha incontrato a bordo della Wonder - sin da quando era bambino sapeva che avrebbe trascorso la sua vita in mare. "Quando avevo quattro anni - racconta - ricordo che mio padre portò mio fratello maggiore in mare con lui, e mio fratello tornò con un sacco di storie e di fotografie. Mi dava rabbia allora di non essere abbastanza grande per potere andare anche io con loro, ma sapevo che quello era ciò che desideravo fare e volevo solamente crescere per poterlo fare".

Dopo essersi laureato nel 1986 all'Accademia Marittima della California ("mio padre mi consigliò di studiare"), Rob si imbarcò sulle grandi navi da pesca nel Mare di Bering e nel Nord Pacifico, un'esperienza altamente formativa. "Ho acquisito allora competenze a gestire grandi navi officina, con grandi equipaggi e impianti a bordo per la lavorazione dei prodotti ittici. Un lavoro stressante ma anche gratificante e ricco di emozioni. Quando si pescano pesci si prova una sensazione di grande successo e chi è sulla nave si sente parte di quel successo. Ogni dollaro guadagnato è quello che peschi".

Dal 1999 il capitano Rob lavora alla Royal Caribbean. Dall'industria ittica alle crociere: il salto sembra lungo, ma in realtà - spiega - le differenze non sono poi molte: "L'industria delle crociere funziona quasi allo stesso modo: abbiamo grandi navi, un equipaggio numeroso, conduciamo operazioni costose e complicate come sulle grandi navi da pesca, lavoriamo sotto pressione anche qui, prestiamo grande attenzione alla sicurezza, alle condizioni metereologiche, insomma non sono due mondi così diversi come si può pensare in prima battuta".

"Ovviamente - continua Rob - del settore ittico conoscevo tutto: conoscevo il mio mestiere, conoscevo la nave, l'equipaggio, e ogni minimo aspetto di un lavoro che è altamente specializzato. Quando sono arrivato alla Royal Caribbean ho ricominciato da capo ma avevo una grande voglia di imparare, di conoscere tutto di questo mondo. Così nel giro di cinque sono diventato capitano - lo sono ormai da 17 anni - e ho avuto molte navi di varie classi".

Già capitano della Symphony of the Seas, la consorella della Wonder (appartenente alla medesima classe Oasis), il capitano Rob assicura che pilotare una mega nave di questo tipo non è poi così difficile: "E' estremamente manovrabile, ma è grande, i porti sono rimasti uguali, e quindi dobbiamo essere molto precisi nel manovrare la Wonder of the Seas, ma abbiamo la capacità per farlo. E' una classe di navi con un'ottima manovrabilità".

"La Wonder - dice ancora Rob - resterà nel Mediterraneo occidentale fino a fine ottobre, poi tornerà nei Caraibi dove sarà in servizio per i prossimi tre anni, ma nel 2023 in Europa ci sarà la Symphony of the Seas. Nell'autunno del 2023 è atteso inoltre il varo di una nuova nave, la Icon of the Seas, la prima della nuova classe Icon, e nel 2024 è attesa invece la gemella della Wonder, la Utopia of the Seas".