Come sta andando il mercato degli smartphone pieghevoli?

Samsung

AGI – Diciamoci la verità: quante volte avete visto qualcuno con uno smartphone pieghevole in mano? Vedere passeggeri sui treni o pazienti in sala di aspetto con lo sguardo concentrato sul display del telefono non colpisce più nessuno; continuare a lavorare sullo smartphone aziendale anche  fuori dall'ufficio o guardare una serie lontano da casa è nel vivere comune e uno schermo ampio sarebbe l'ideale per farlo, eppure difficilmente tra le mani delle persone troviamo un ‘foldable', nonostante siano sul mercato ormai da più di quattro anni. Possibile che i pieghevoli, che avrebbero dovuto rivoluzionare un mercato altrimenti a corto di idee innovative, siano stati un fallimento?

A sentire il maggiore produttore di pieghevoli, tutt'altro. In Samsung sono convinti che il formato foldable “sia qui per restare” e a ulteriore riprova sono sempre di più le case produttrici che si cimentano. Archiviata – almeno sul mercato occidentale – la sfida tra la coreana Samsung e la cinese Huawei, restano comunque in campo in Europa player come Honor e Motorola.

La casa cinese presenterà il suo pieghevole in patria il 22 novembre e il presidente George Zhao aveva annunciato a settembre che la strategia europea dell'azienda sarà quella di avere due flagship, tra cui un pieghevole.

Motorola, da parte sua, ha appena presentato il nuovo Razr, un flip-phone che, chiuso, presenta un display interattivo da 2,7 pollici con cui di possono leggere, visualizzare notifiche e inviare messaggi, scattare foto, effettuare pagamenti e, aperto, ha un display P-OLED da 6,72 pollici con refresh rate fino a 144 Hz con funzionalità split screen su cui lavorare con più app aperte.

Protagonista del mercato resta comunque Samsung, la prima casa a presentare un flip e un fold (il primo si piega dimezzando le dimensioni di un normale smartphone ‘candy bar' e il secondo si apre longitudinalmente raddoppiando la grandezza del display). Con Nicolò Bellorini, head of business della mobile eXperience division, abbiamo parlato dello stato del mercato degli smartphone pieghevoli e delle sue prospettive.

Dopo 4 anni qual è la reazione del mercato agli smartphone pieghevoli?

È un tipo di device che è venuto per restare e che è destinato a una crescita esponenziale, un trend che del resto è già attivo. È sicuramente una innovazione che il mercato apprezza e che probabilmente stava anche aspettando. Forse l'industria aveva bisogno di qualcosa che non fosse solo marginalmente innovativo e che rivoluzionasse l'utilizzo dello smartphone.

Un settore in cui la competizione con gli altri produttori resta serrata…

So che anche la concorrenza ha dei device simili, ma noi siamo alla quarta generazione. È una tecnologia estremamente complessa e non è facile arrivare al mercato e creare una customer base come abbiamo fatto noi. È un processo lungo e molto complesso: un conto sono gli annunci e i prototipi, un altro è avere una tecnologia solida da mettere nelle mani del consumatore.

I pieghevoli non rischiano di cannibalizzare il mercato dei talblet?

Il mercato dei tablet dopo la pandemia ha vissuto una seconda vita per via dello smart working e dell'e-learning e ha fatto scoprire agli utenti il beneficio di avere uno schermo grande con grande capacità di calcolo al quale eventualmente attaccare un mouse, uno schermo e una tastiera per usarlo come un pc. Tutte funzionalità che, forse anche per colpa dell'industria, prima non erano state comprese in maniera chiara. Di questo noi abbiamo fatto tesoro e oggi abbiamo una linea di tablet sviluppati in questa logica. Dei tablet non si sente molto parlare, ma è un prodotto che vende moltissimo ancora oggi. Nel fold l'integrazione tra smartphone e tablet è diretta: uno strumento che coniuga un grande schermo con una grande capacità di calcolo.

Il futuro del pieghevole è Flip o Fold?

La tecnologia degli schermi flessibili dà l'opportunità di raddoppiare lo schermo normale o di dimezzarne le dimensioni di ingombro. E in questi anni in cui abbiamo offerto questi prodotti abbiamo visto che i due form factor coprono bene quasi completamente le esigenze di esperienza d'uso. Il flip è un prodotto bilanciato femminile/maschile ed è percepito come più giovane, mentre il fold è più maschile. Andranno avanti entrambi: chi prova il foldable non torna indietro. Non avrebbe senso dire che tutto il mondo degli smartphone in futuro sarà pieghevole, ma chi cerca un form factor di questi tipo poi è difficile che torni a quello candy bar: sono percentuali ridicole.

Chi è l'utilizzatore tipo dell'uno e dell'altro modello?

Se è vero che c'è qualcuno che ne fa un uso estremamente dedicato alla produttività, è altrettanto vero che quella persona, in una altro momento della giornata, lo userà per l'intrattenimento. Non c'è un uso esclusivo: tutti i professionisti hanno anche una vita privata. La forza del foldable è proprio questa: garantisce molte più funzioni senza bisogno di separare la vita privata da quella professionale. Non c'è una vera ragione per cui le due funzioni debbano essere su due device diversi.

Perché si dovrebbe comprare un pieghevole: al di là dell'appeal visivo, quali sono i reali vantaggi per chi deve lavorarci?

Se serve usare applicazioni, leggere file excel o word e anche aggiornarli, editarli, ecc. è evidente che su uno schermo grande tutto ciò è molto più agevole. Inoltre le partnership con le maggiori software house fanno sì che le integrazioni con le applicazioni siano molto più facili che su un formato candybar. Posso fare una video call e nel frattempo usare un foglio di calcolo. La barra delle applicazioni aiuta a passare da un'app all'altra, si può splittare il multitasking e addirittura fare il copia e incolla trascinando da una all'altra.

I foldable sono molto costosi: comunque sopra i mille euro. Scenderanno mai di prezzo?

Aumenterà il loro valore percepito, poi il prezzo sarà un tema di domanda e offerta. Siamo nel business per sviluppare tecnologia per i consumatori e la tecnologia costa cara.

All'Ifa di Berlino Samsung ha mostrato di continuare a tutto vapore sulla strada dell'IoT e dell'integrazione tra mobile ed elettrodomestici. È possibile immaginare il pieghevole come un hub per la casa connessa oltre che come strumento di lavoro e intrattenimento?

Quello del family hub è un concetto legato alla condivisione all'interno della famiglia. La interazione tra bianco e mobile permette agli elettrodomestici di andare al di là del loro scopo funzionale e usare la tecnologia per delle comunicazioni che servono a tutta la famiglia, ma lo smartphone tendenzialmente è un device individuale e personale e resterà tale.