Cometa, la scuola “per davvero” che forma i ragazzi in difficoltà

Cometa, la scuola “per davvero” che forma i ragazzi in difficoltà

Milano, 27 nov. (askanews) – C’è chi la chiama “la scuola che non sembra una scuola”. O “la scuola per davvero”. E chi, come il fondatore Erasmo Figini, la paragona a una “culla” che accoglie ogni ragazzo come se fosse un figlio. E’ l’organizzazione “La Cometa” di Como, impegnata da oltre trent’anni nell’accoglienza, l’educazione e la formazione di bambini e ragazzi, tra i cui scopi c’è la lotta all’abbandono scolastico, che anche in una provincia economicamente sviluppata come questa raggiunge il 22 per cento.

Nel 1986 ha adottato un bambino sieropositivo abbandonato, per arrivare a gestire oggi un luogo frequentato ogni giorno da circa 1.300 ragazzi. Figini racconta così la sua filosofia di accoglienza. “Se ti viene chiesto di accogliere devi accogliere così. L’unicità della singola persona. Siamo tutti dei pezzi unici e tutti meritiamo di essere accolti in questo modo: come figli. E per ognuno di loro fai quello che quell’unicità ti suggerisce, tirar fuori da ognuno il proprio talento”.

Cometa è “la Città nella Città”, un complesso che comprende spazi per l’accoglienza e l’educazione, il ristorante didattico e gli spazi multifunzionali per ospitare eventi, laboratori, un bar didattico, una pasticceria, servizi a supporto delle attività sportive e la Scuola Oliver Twist, fiore all’occhiello di Cometa, che offre corsi quadriennali di istruzione e formazione professionale (legno-arredo, tessile, servizio in sala e bar) e percorsi educativi sperimentali di recupero della scolarità. Un approccio, quello della “scuola per davvero”, che sviluppa progetti per clienti reali, che i ragazzi realizzano con gli artigiani-maestri e i professori. La diretta conseguenza è l’inserimento nel mondo del lavoro, facilitato dai tirocini che i ragazzi svolgono durante il percorso scolastico. Succede così che il 75 per cento dei ragazzi trova lavoro entro sette mesi dalla fine della scuola. L’esperienza di Denis.

“A me questa esperienza piace molto, soprattutto perché mi piace il lavoro di falegnameria. Ho scelto di fare questa esperienza perché mi piace molto lavorare il legno. Dato che sono di Schignano ho già fatto qualche maschera per il mio carnevale. In questa mia classe si lavora abbastanza bene, però a volte ci sono i miei compagni che fanno casino, a volte anche io. E’ un’esperienza molto bella. Spero di continuarla e di non essere bocciato”.

Al fianco della scuola, per i prossimi tre anni, ci sarà anche Lottomatica, che sosterrà programmi di mentorship per gli studenti e corsi per l’acquisizione delle soft skills, come ad esempio la gestione del colloquio e delel relazioni interpersonali, utili per l’inserimento nel mondo del lavoro e con una piattaforma di e-learning per la formazione dei docenti. Fabio Cairoli, amministratore delegato di Lottomatica: “Ciò che amiamo fare, e l’abbiamo fatto anche con altri progetti, non è dare solo un sostegno finanziario, in una logica un po’ mordi e fuggi, cerchiamo progetti con cui entrare in empatia e che possano durare nel tempo e che rappresentino non solo delle eccellenze ma delle particolarità. Cometa è un’eccellenza e anche una grande unicità, perché la storia, come nasce questo progetto, come si è sviluppato e che cosa rappresenta oggi è una storia fantastica, che abbiamo deciso di sostenere, come ho detto prima, innamorati a prima vista di loro”.