#ComingOutDay, le storie di chi è 'uscito allo scoperto'

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Un giorno per celebrare la libertà di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale. L'11 ottobre è il Coming Out Day, data-simbolo per la comunità LGBT che, in ricordo della prima marcia per di diritti di gay e lesbiche di Washington nel 1987, ha fissato per oggi la celebrazione mondiale dell''uscire allo scoperto'. E su Twitter, con il suo hashtag dedicato #ComingOutDay, ecco scorrere le tante, tantissime storie di chi si è dichiarato negli anni ad amici, famiglie, parenti. Storie di liberazione, ma anche sofferenza in qualche caso, per incoraggiare chi ancora non ce l'ha fatta a vivere il coming out sempre e comunque nei propri tempi, senza forzare la mano, senza sentirsi costretti. 

Per F, c'è una data precisa, che risale a poco più di un anno fa: "11.08.18 - scrive -. Da allora solo pura libertà. Libertà di essere me stessa, lottare e non vergognarmi più di ciò che sono". Poi Luca, che aveva "20 anni. 'Mamma, sono gay'. Primi 6 mesi tosti: l'affetto c'era sempre, ma - spiega - c'erano nuovi silenzi. Poi è andata. A giugno per l'unione civile diceva: "Porto il mio bambino a sposarsi". Mio papà un mito: 'Gli darà già problemi il mondo, gliene devo dare io?'", racconta. E ancora Anna, che un fa ha "fatto coming out con i miei. Papà ha accettato la cosa, mamma meno. Da allora non ne parlano mai. Non so quanto tempo ci vorrà, ma mi auguro che continuino ad amarmi lo stesso per quella che sono". 

Per Lorenzo la svolta è arrivata 4 anni fa: "Feci Coming Out con i miei genitori e ricordo ancora la loro faccia, incominciarono a piangere e mi dissero: 'Lorenzo non devi giustificarti su chi o cosa ami, l’amore non è mai sbagliato, ora sorridi perché noi vogliamo soltanto la tua felicità'", per K.. invece, non è ancora tempo: "Io il coming out con i miei genitori non l’ho ancora fatto. Penso che ancora non sia il momento. Non so quando arriverà questo momento. Penso che non debba subire nessuna pressione. Penso che nessuno debba avere questa pressione", ripete. 

"Oggi è il #ComingOutDay e ricordo ancora quando, ormai 6 anni fa, dissi a mia madre 'mi sono innamorata ma è complicato', lei mi chiese se fosse un maschio o una femmina e io scoppiai a piangere. Lei capì e mi abbracciò. Da allora ha conosciuto tutte le mie ragazze", dice B., seguita da Mirx che invece ha "fatto coming out soltanto con i miei amici più stretti e mio fratello, la strada dell'accettazione è ancora lunga ma credo (e spero) che col tempo andrà meglio. Sono fiera di me stessa perché un anno fa non avrei mai pensato di parlarne apertamente con qualcuno". 

Luca ricorda invece "l'abbraccio più stretto che abbia mai ricevuto e quelle parole piene d’amore. 'L'ho sempre saputo, per me non cambia nulla, sei sempre il mio Luca, sei mio figlio. Ho solo paura che tu possa rimanere solo'", e poi la foto di un altro abbraccio del "mio coming out con la mia mamma 10 anni fa". Esperienza opposta per Nik, che dichiarò il suo orientamento al "mio più caro amico. 'Ti porto da uno psicologo' fu la sua risposta. Sono passati 20 anni, lui è ex amico da decenni, io sono felice di quel che sono". 

E ancora Fabio, che racconta le difficoltà di chi ha dovuto cambiare completamente vita: "Non è stato facile da padre, da sposato guardare negli occhi mamma e... #ComingOutDay la sua unica frase è scolpita nel mio cuore 'basta che tu sia felice'. Com'è andata lo sapete e lo vedete qui - scriva postando una foto che lo ritrae con la mamma e il figlio, sorridenti -. Del giudizio altrui fregatevene. Fatelo, soprattutto per voi, e - ricorda - siate felici".