Comitato centrale sancirà pensiero Xi a culmine 100 anni storia Pcc

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Roma, 8 nov. (askanews) - Xi Jinping ha aperto oggi il VI Plenum del Comitato centrale del Partito comunista cinese, un'assise chiamata a prendere "decisioni storiche" rispetto alla direzione che dovrà prendere il partito guida della seconda economia del mondo. Il presidente della Repubblica popolare cinese e segretario del Partito è la figura-chiave, il "fulcro" - come è definito dai media di stato cinesi - attorno al quale tracciare "il nuovo cammino", come ha scritto l'agenzia di stampa Xinhua.

L'assise, che si tiene a porte chiuse, vedrà come esito l'approvazione di una "risoluzione sulla storia" delle conquiste di 100 anni di Partito comunista. Documento non solo accademico, perché rappresenterà la base di partenza per sostenere il lancio di una nuova fase a partire dal prossimo Congresso del Pcc che si terrà il prossimo anno.

Sono circa 370 i membri del Comitato centrale che si sono riunito oggi al Jingxi Hotel di Pechino per ascoltare in religioso silenzio la relazione di Xi Jinping. Relazione che il segretario generale ha letto a norme e per contro del Politburo, che è l'organo decisionale di CC con 25 membri: il sancta sanctorum del potere in Cina.

Xi - da quello che ha comunicato la Xinhua - ha spiegato i termini della bozza di risoluzione sulle conquiste e l'esperienza storica dei 100 anni del Partito. I membri con diritto di voto che dovranno votarla sono circa 200.

Il Comitato centrale, che dura in carica cinque anni, tiene solitamente sette sessioni plenarie. Ma la più importante tradizionalmente è la sesta, perché si concentra sul tema dell'ideologia e dell'organizzazione del Partito. In pratica, sulla leadership.

Il fatto poi che questo Plenum abbia al suo centro l'elaborazione di una risoluzione sulla storia, lo rende ancora più importante. In effetti, non è la prima volta che accade. Nel 1945 Mao Zedong fece adottare una risoluzione storica con la quale riuscì a disarcionare i suoi avversari politici interni; nel 1981 sotto la leadership di Deng Xiaoping fu approvata una risoluzione storica che condannava la Rivoluzione culturale - la quale aveva avuto effetti devastanti tra il 1966 e il 1976 - per aprire una nuova fase di comunismo con caratteristiche cinesi.

Entrambe le precedenti risoluzioni, come si può vedere, ebbero effetti duraturi e sostanziali per il futuro. Tuttavia, rispetto a quella che dovrebbe uscire dal Plenum iniziato oggi, presentano una differenza importante: furono approvate nel mezzo a valle di duri conflitti interni, mentre oggi il potere a Pechino appare saldamente e durevolmente nelle mani di Xi.

L'attuale numero uno cinese ha già trascorso al potere due mandati quinquennali, da sei anni viene definito "fulcro" del potere e il suo pensiero è stato innserito nei documenti ideologici del Partito come parte della costituzione interna. Secondo molti analisti, ha una presa sul potere più forte persino di Mao e di Deng. Peraltro, finora non è stato indicato un successore, il che fa pensare che dal congresso del prossimo anno non dovrebbero emergere sorprese per quanto riguarda la leadership.

A Xi viene attribuito il merito di aver modernizzato la Cina, di aver portato la società in uno stato "moderatamente prospero", di aver reso Pechino una potenza mondiale.

"Con la nostra lotta, il Partito comunista cinese e il suo popolo hanno solennemente dichiarato al mondo che la nazione cinese ha fatto un grande balzo: si è rialzata, è diventata prospera e forte ed è entrata in un'era di sviluppo storico irreversibile del grande ringiovanimento della nazione cinese", afferma l'agenzia ufficiale Xinhua.

I nove anni al potere di Xi, in un lungo profilo pubblicato oggi dalla XInhua, sono descritti come "periodo dai ricchi colore nell'epica centenaria" della storia del partito. "Ogni società e ogni era - afferma ancora, citando Karl Marx - hannop bisogno delle proprie figure influenti. Se non c'è una persona del genere, la società e il tempo la creano"

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