Comitato No: governo ci incontri, no referendum con le regionali

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Roma, 3 mar. (askanews) - "Chiediamo un incontro con chi nel governo dovrà decidere se confermare la data del 29 marzo o rinviarla per l'emergenza, anche se noi non notiamo la differenza informativa, per noi referendari non c'è stata informazione". Il Comitato promotore del No al referendum sul taglio dei parlamentari, in una conferenza stampa al Senato, prova a sollevare l'attenzione sulla carenza informativa per la campagna referendaria.

"E' evidente la volontà di non dare informazione, è evidente la malafede di chi parla di trasparenza e che dice che uno vale uno - ha detto il senatore Nazario Pagano - la volontà che non si svolga correttamente. Del resto le ragioni del No sono tante e le ragioni del Sì non esistono, a parte il risparmio dei costi della politica che sarebbe di 1 euro e 35 all'anno per ogni cittadino: è fumo negli occhi agli italiani".

Andrea Cangini, senatore di Fi, spiega le ragioni per cui il Comitato per il No non trova opportuno l'accorpamento del referendum con le elezioni regionali: "C'è un precedente: nel 2000 i Radicali chiesero di abbinare alcuni quesiti referendari alle regionali ma il Quirinale disse che non era non opportuno perchè si tratta di consultazioni diverse, ci atteniamo ai precedenti, alle norme e al buon senso e speriamo di essere convocati al più presto perchè si tratta di democrazia".

Tommaso Nannicini, del Pd, spiega poi "perchè non proponiamo il rinvio. E' una decisione che deve prendere il governo e chi ha promosso il referendum non ha tutti gli elementi per valutare, ma ci sembrava ragionevole e utile convocare un tavolo istituzionale per fare una campagna nel migliore dei modi e sfondare il muro di gomma di disattenzione. L'altro invito è a non affrontare questo tema mettendo davanti valutazioni di convenienza politica di una parte o dell'altra, questa non è Juve-Inter, non si tratta a chi conviene votare prima o dopo".

I rappresentanti del comitato promotore chiariscono che l'incontro chiesto al governo non è per indicare una data alternativa al 29 marzo: "dipende da cosa prospetta il governo, noi non siamo in grado di valutare l'andamento dell'emergenza Coronavirus, faremo le nostre valutazioni. Lo spostamento di un mese potrebbe essere un'idea - dice Cangini - come pure potenziare l'informazione confermando l'attuale data, meno praticabile è l'abbinamento con le regionali". Del resto, osserva il senatore azzurro, la campagna "inizierà il 4 marzo, gli spazi informativi sono pochissimi e in poco temoo, sembra che nessuno voglia prendere un impegno, si parla d'altro, è la dannazione del nostro paese: mai stare al merito delle questioni. Noi chiediamo solo che ciascuno faccia il proprio dovere, a partire dalla Rai televisione di Stato".(Segue)