Scontri tra polizia e antifascisti a Genova

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Questa mattina, apprende l'Adnkronos da fonti di procura, si sono presentati spontaneamente in procura a Genova i poliziotti del reparto mobile coinvolti il 23 maggio scorso negli scontri seguiti alla manifestazione contro il comizio di CasaPound. In quella circostanza il cronista di Repubblica Stefano Origone fu colpito da alcuni agenti e rimase ferito tanto da essere ricoverato in ospedale.

Scontri tra la Polizia e i manifestanti del presidio antifascista a Genova in piazza Corvetto. Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno caricato più volte di fronte e di lato i partecipanti. Due persone sono state fermate.Gli scontri sono partiti quando da una frangia di antagonisti un gruppo diretto verso il cordone di polizia a presidio di piazza Marsala, dov'è in corso un evento di chiusura di campagna elettorale di CasaPound, ha iniziato una sassaiola, lancio di bottiglie fumogeni e oggetti per forzare il blocco (Video. All'aggressione ha risposto la polizia con lancio di lacrimogeni, per disperdere i manifestanti. Ad una seconda sassaiola, questa volta sul cordone di via Assarotti, sono partite diverse cariche della polizia verso la zona di via Serra e sotto i giardini dell'Acquasola.  

Durante le cariche della polizia per disperdere i manifestanti sono stati sparati anche alcuni lacrimogeni ad altezza d'uomo in direzione della piazza, dove si trovavano anche le frange pacifiche del presidio.  

Negli scontri è rimasto ferito un giornalista genovese di Repubblica e due carabinieri.  Il cronista, che ha riportato ferite alle mani e al torace, ha dichiarato di essere un giornalista ma è stato colpito dagli agenti. E stato portato via in ambulanza.  

Al termine degli scontri, i manifestanti sono partiti in corteo per raggiungere la questura e chiedere il rilascio dei due antagonisti fermati che verranno portati ai domiciliari questa sera in attesa del processo per direttissima atteso per domani mattina. I manifestanti si riuniranno davanti al tribunale di Genova in presidio dalle 9. "Siamo sempre attenti e pronti a qualsiasi iniziativa - ha spiegato il questore di Genova Vincenzo Ciarambino questa sera incontrando la stampa sotto la questura - Certi segnali della mobilitazione abbastanza consistente rispetto alle passate mobilitazioni in questo ambito lo avevamo registrato. Ma in passato anche l'inaugurazione delle sedi dei movimenti di destra sono stati oggetto di manifestazioni di dissenso sfociate in disordine".  "Nella gestione dell'ordine pubblico non sta cambiando niente - ha precisato Ciarambino - il nostro è un ordine pubblico tollerante e consenziente. Del resto l'avete visto oggi".  

"E' stata una giornata campale: la polizia come al solito ha consentito l'esercizio dei diritti della democrazia soprattutto in una fase di campagna elettorale. Avete visto tutti quello che è successo. Abbiamo dovuto sigillare l'area da stamattina. Prima che il comizio iniziasse ci è stato tirato di tutto addosso: da fumogeni a mazze, biglie, bastoni, pietre e quant'altro", ha detto ancora Ciarambino, fuori dalla sede della questura di via Diaz. "Non abbiamo reagito - ha aggiunto - Abbiamo atteso con pazienza, poi abbiamo esercitato un'operazione di alleggerimento e con i reparti abbiamo aperto una manovra semicircolare per liberare la piazza e consentire la protezione di una manifestazione altrettanto pacifica della Cgil, dell'Anpi e delle associazioni davanti alla prefettura, una cui delegazione era salita dal prefetto per esporre le ragioni della loro presenza lì, consentendo un deflusso dei manifestanti un po' più vigorosi".