Comm. Ecomafie: fare presto Deposito nazionale rifiuti radioattivi

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 30 mar. (askanews) - "Realizzare il Deposito nazionale, completare il più rapidamente possibile lo smantellamento degli impianti nucleari, mettere l'autorità di controllo Isin nelle condizioni di operare con la massima efficacia". Sono queste le priorità oggi in materia di nucleare, "a cui l'Italia non può sottrarsi". Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli che ha presentato, nel corso di una conferenza stampa on line, la Relazione sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia approvata oggi dall'organismo parlamentare.

La Commissione ha preso in esame "criticità e fattori di preoccupazione connessi sia al decommissioning, sia alla gestione di materiali e rifiuti radioattivi derivanti da differenti attività". Nello specifico, si è approfondita la questione del Deposito nazionale per lo stoccaggio temporaneo del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi a media ed alta attività, nonché per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività, approfondendo le rilevanti difficoltà connesse ai ritardi nella sua realizzazione".

Si sono, inoltre, esaminate le condizioni in cui operano, e con quale livello di efficienza, i diversi attori istituzionali in gioco, sia gli enti di controllo quali ISIN, "per il quale appare quanto mai necessario un aumento delle risorse, sia la società di Stato responsabile del decommissioning SOGIN, le cui pianificazioni hanno visto - sottolinea la Commissione - negli anni considerevoli aumenti di tempi e di costi, a carico della collettività, principalmente attraverso gli oneri di sistema delle bollette elettriche".

"Mentre la Commissione stava lavorando all'inchiesta sul tema, sono successe - ha affermato Vignaroli - alcune cose rilevanti: è stato pubblicata la CNAPI e sono arrivate importanti novità normative. I costi e i tempi del decommissioning - attualmente 7,9 miliardi di euro con fine dello smantellamento nel 2035 - rischiano però di aumentare se non si risolvono i problemi evidenziati dalla Commissione e non si procede celermente nell'iter di realizzazione del Deposito nazionale. Il Deposito porta posti di lavoro - 4.000 all'anno per la costruzione e 1.000 per la gestione -, investimenti - 900 milioni - e soprattutto maggiore sicurezza", ha concluso il parlamentare.