Commissione Segre, Borghi: Lega non partecipa a cattiveria Rete

Pol/Vep

Roma, 31 ott. (askanews) - "Non so cosa c'è scritto nella mozione. Da quello che leggo, bisogna stare attenti agli 'e'. Uno dice: c'è una mozione contro l'antisemitismo, e fin qui siamo tutti d'accordo, ma ci sono degli 'e'. Sono perplesso quandi si parla di linguaggio d'odio. Cos'è il linguaggio d'odio? È linguaggio d'odio anche quello contro Salvini?". Lo afferma Claudio Borghi, presidente leghista della Commissione Bilancio della Camera, in un'intervista a Circo Massimo, su Radio Capital, a proposito dell'astensione del centrodestra sulla commissione Segre.

"Su razzismo e antisemitismo siamo tutti d'accordo, ma non vorrei che aggiungendo gli 'e' si crei alla censura - spiega Borghi -. Probabilmente questo è stato uno dei motivi dell'astensione. È il solito discorso: si prende qualcosa su cui siamo tutti d'accordo e poi in cauda venenum, si mettono dentro delle cose che servono a limitare la libertà di espressione oppure si utilizza una cosa come strumento di lotta politica". "Il problema è che è una commissione politica. Non stiamo facendo una legge che presuppone nuovi reati. Quindi: chi decide cos'è l'odio? Vedrete che chi la commissione la fa medita di utilizzarla per fini politici, altrimenti si sarebbe parlato di una fattispecie di legge", ribatte Borghi. Quando gli si ricorda che è una proposta di Liliana Segre, il deputato leghista risponde: "Una proposta di Liliana Segre deportata ad Auschwitz non è differente da quella di un'altra persona: la proposta è quello che c'è scritto. E io ho dei dubbi. Quelle sono cose in cui uno cerca di limitare le libertà di espressione. Le leggi ci sono. Io sono una persona tranquillissima, ma se mi appioppano cose non fatte querelo. È una cosa che mi dà fastidio fare perché si ingolfa la giustizia, ma per la tutela del buon nome querelo. In questi giorni stanno arrivando diversi pronunciamenti in mio favore. Se uno odia viene punito. La rete è un ambiente cattivo". E la Lega partecipa attivamente a questa cattiveria? "Non credo proprio. Salvini usa toni forti? Perché ha idee forti", chiude Borghi.