I compagni del ragazzino ucciso dal tram: "Quella strada è pericolosa"

Annalisa Cretella / AGI

AGI - Occhi lucidi e pochissima voglia di parlare. Dal liceo scientifico Albert Einstein di Milano, la scuola dove stava andando Luca Marangoni quando è stato travolto e ucciso da un tram mentre era in sella alla sua bicicletta, la coordinatrice di classe è stata tra le prime a correre sul luogo dell'incidente, in via Tito Livio, avvisata dal padre di un'altra alunna.

L'uomo, che stava accompagnando la figlia a scuola, ha assistito alla terribile scena. "È stato lui a dare l'allarme", portando via il compagno di pedalata di Luca, che quando si è voltato ha visto l'amico sotto al tram.

La professoressa, che all'AGI chiede di restare anomima, è molto provata, ha portato la classe - la prima D - in giardino ed è stata con i ragazzi tutta la mattina. "Sia chiaro che Luca non aveva le cuffiette - precisa l'insegnante - probabilmente ha girato per attraversare, senza guardare" in un tratto dove possono attraversare le auto, mentre per i pedoni le strisce sono qualche metro più avanti.

"Sono dovuta andare, perché non era arrivato ancora nessuno, c'erano solo i mezzi di soccorso. Poi è venuto anche il vice preside. Mi hanno chiesto di riconoscerlo ma mi sono rifiutata. Poi è arrivata la famiglia e se ne sono occupati loro, hanno voluto vederlo".

"Sono i nostri ragazzi" ripete, con gli occhi rossi. La scuola, che alle 11.30 ha osservato un minuto di silenzio, si stringe come un cordone protettivo intorno ai compagni di classe di Luca. All'uscita quasi tutti hanno trovato i genitori ad aspettarli. Due in particolare erano visibilmente turbati: "I nostri figli erano i migliori amici di Luca, andavano a scuola insieme già dalle medie. Lo conoscevamo molto bene. Era un ragazzo splendido. Molto bravo a scuola, preparato, qui sono tutti molto bravi, ma lui era eccellente".

Altro non vogliono aggiungere, legano un fascio di rose bianche al cancello e abbracciano i loro figli che nel frattempo arrivano. Il carattere solare di Luca lo ricordano due compagnie di classe Sofia e Camilla, lui "era estremamente allegro, sempre sorridente. Ci conoscevamo da poco, in classe siamo in 28, lui sedeva al primo banco, in prima fila". Le parole escono a fatica. "Era sportivo e veniva sempre a scuola in bici".

La notizia in questa scuola affollata da oltre mill studenti, è circolata ben prima che la dessero gli insegnanti, alcuni ragazzi che sono entrati alla seconda ora passando proprio in quella strada dove ancora c'era l'ambulanza e il tram fermo. "Ho avuto paura per mio fratello, fa la quinta qui, e viene sempre in bici, poi ho capito che non era lui: un sollievo, ma mi dispiace molto per quel ragazzo, è tremendo" racconta Alice.

E anche se molti non conoscevano questo giovane compagno di prima, certo oggi il "clima è di lutto, è bruttissimo" dice un professore lasciando l'istituto. Tutti i docenti hanno cercato di tranquillizzare i ragazzi, dopo aver dato la notizia della morte di Luca. "La professoressa di matematica ci ha chiesto se volevamo fare lezione o altro per distrarci, ma abbiamo preferito la lezione per tenere la testa impegnata" spiegano Elisa, Giulia e Gaia, della prima A.

"Tra le scale dell'istituto, durante la ricreazione - racconta la professoressa di inglese, Marina Di Sessa - ho trovato parecchi ragazzi che piangevano, molto commossi, molto dispiaciuti, non solo i ragazzi di prima ma di tutte le classi. Una tragedia così inaspettata di un ragazzo di 14 anni non lascia indifferente nessuno". Come si andrà avanti da domani si vedrà. "Quello che i ragazzi vorrebbero fare, forse una petizione, insieme anche a quelli del Verri (il liceo linguistico nella vicina via Lattanzio, ndr.) - continua la coordinatrice della classe di Luca - è chiedere di mettere in sicurezza questa strada" la Tito Livio, dove passa il tram, "anche perché qui la mattina ci sono 2.500 persone, noi siamo 1.300 e 1.200 il Verri. È un punto nevralgico".

Intanto sul luogo della tragedia aumentano i fiori, portati da ragazzini come Luca. I tram hanno ripreso regolarmente la circolazione, sull'asfalto restano solo i segni bianchi dei rilievi fatti dalle forze dell'ordine.