"Competizione, senza conflitti". Ma su Taiwan Biden e Xi si minacciano

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US President Joe Biden meets with China's President Xi Jinping during a virtual summit from the Roosevelt Room of the White House in Washington, DC, November 15, 2021. (Photo by MANDEL NGAN / AFP) (Photo by MANDEL NGAN/AFP via Getty Images) (Photo: MANDEL NGAN via Getty Images)
US President Joe Biden meets with China's President Xi Jinping during a virtual summit from the Roosevelt Room of the White House in Washington, DC, November 15, 2021. (Photo by MANDEL NGAN / AFP) (Photo by MANDEL NGAN/AFP via Getty Images) (Photo: MANDEL NGAN via Getty Images)

Il summit virtuale tra Joe Biden e Xi Jinping si è concluso dopo circa tre ore. Competizione senza conflitto, rispetto reciproco, cooperazione vantaggiosa, ricerca di un terreno comune per nelle differenze. Questi gli obiettivi del confronto, che su Taiwan ha però raggiunto l’apice della tensione, con toni minacciosi da entrambe le parti.

“Dobbiamo evitare un conflitto tra Stati Uniti e Cina” è stato il primo appello rivolto da Biden a Xi, “dobbiamo stabilire alcune modalità di buon senso e garantire una competizione tra i nostri Paesi onesta e trasparente, soprattutto di fronte a sfide vitali come la lotta ai cambiamenti climatici. Abbiamo una responsabilità di fronte al mondo oltre che di fronte ai nostri due popoli”. Biden ha ringraziato Xi per le congratulazioni fattegli pervenire in occasione della vittoria elettorale del 2020 e ha ricordato il rapporto creatosi con Xi negli anni passati, con un dialogo “schietto, franco e molto meno formale” dell’inizio di questo summit.

Xi Jinping si è detto “molto contento di vedere un vecchio amico”. Ha sottolineato che Cina e Stati Uniti “dovrebbero rispettarsi a vicenda, coesistere pacificamente e cooperare per una situazione vantaggiosa per tutti: non solo dovrebbero gestire bene i loro affari interni, ma anche assumersi responsabilità internazionali”. Xi ha aggiunto che “per promuovere lo sviluppo della Cina e degli Stati Uniti, mantenere un ambiente internazionale pacifico e stabile e rispondere con efficacia alle sfide globali come il cambiamento climatico e la pandemia del Covid, tutto richiede una relazione sino-americana sana e stabile”. I due Paesi, a tal proposito, “dovrebbero rispettarsi a vicenda, coesistere pacificamente e cooperare per una situazione vantaggiosa per tutti”.

Il video delle battute iniziali dell’incontro filmate dal network statale Cctv è diventato virale sui social media in mandarino, soprattutto per il gesto di Xi che, sollevando il braccio destro, ha rotto il protocollo e salutato Biden una prima volta con la mano. I due si sono incontrati diverse volte in passato, ricordano da giorni i media ufficiali di Pechino, anche quando entrambi erano vicepresidenti.

La tensione si è alzata quando si è toccato il tema Taiwan. Gli Stati Uniti si oppongono fortemente a ogni sforzo unilaterale per cambiare lo status quo a Taiwan e minare la pace e la stabilità nell’area, ha detto Biden.

Cercare l’indipendenza di Taiwan ”è molto pericoloso: è giocare col fuoco e ci si brucia” la replica di Xi, “siamo pazienti sulla riunificazione, ma se le forze separatiste dovessero sfondare la linea rossa, dovremo adottare misure decisive”. E ancora: “C’è solo una sola Cina al mondo e Taiwan ne è una parte integrante e il governo della Repubblica popolare è l’unico governo legale che rappresenta la Cina”. La riunificazione completa della Cina ”è l’aspirazione comune di tutti i cinesi. Siamo pazienti e siamo disposti a lottare per la prospettiva della riunificazione pacifica con la massima sincerità e i migliori sforzi: tuttavia, se le forze separatiste dell’indipendenza di Taiwan provocano e addirittura sfondano la linea rossa, dovremo adottare misure decisive”.

Altro fronte aperto, i diritti umani. Il presidente Biden ha espresso preoccupazione per la situazione dei diritti umani nello Xinjiang, a Hong Kong e in Tibet. La democrazia ”è ricca e colorata” e il mondo intero non ha “un modello specifico”, la replica di Xi Jinping, “se un Paese è democratico o no, lo deve dire la sua gente. Se si viene esclusi a causa delle diverse forme di raggiungimento della democrazia, questo è di per sé un comportamento antidemocratico. Siamo disposti a condurre un dialogo sulle questioni dei diritti umani sulla base del rispetto reciproco, ma non accettiamo il loro uso per interferire negli affari interni di altri Paesi”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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