Compie 16 anni e spara in una scuola, due morti in Usa

Cecilia Scaldaferri

Questa volta è toccato a un liceo della California diventare teatro di un nuovo bagno di sangue: un giovane studente ha aperto il fuoco all'interno del Saugus High School a Santa Clarita, vicino Los Angeles, alle 7 di mattina, prima dell'inizio delle lezioni. Sei adolescenti sono stati trasportati in ospedale: due di loro, una 16enne e un 14enne, sono morti per le ferite riportate, mentre altri due restano in gravi condizioni, ricoverati all'Henry Mayo Hospital.

Tra di loro anche il sospettato, come ha rivelato in conferenza stampa lo sceriffo Alex Villanueva, precisando che il giovane - di origini asiatiche, che ha compiuto oggi 16 anni - si trova ricoverato "in gravi condizioni". La madre e la fidanzata del ragazzo stanno parlando con la polizia, mentre gli investigatori sono impegnati ad analizzare le immagini riprese nella scuola. Un video ha ripreso il momento in cui il giovane ha tirato fuori la pistola e ha fatto fuoco contro cinque persone, prima di spararsi alla testa.

Voci di sue possibili minacce espresse sui social prima dell'attacco saranno verificate, hanno aggiunto le forze dell'ordine, che si sono rivolte alla popolazione chiedendo di segnalare eventuali messaggi. Il governatore della California, Gavin Newsom, insieme alla moglie, ha inviato i suoi "pensieri ai genitori, alle famiglie e agli amici degli studenti e della facoltà, e alla comunita' di Santa Clarita".

I colpi d'arma da fuoco hanno provocato il panico tra gli studenti che si sono messi a correre cercando riparo, memori anche delle esercitazioni che da qualche tempo sono state introdotte nella scuola per affrontare simili situazioni. Le autorità sono prontamente intervenute: le scuole vicine sono state isolate, e i residenti nelle vicinanze sono stati esortati a chiudersi in casa e ad avvertire la polizia in caso di avvistamenti del sospetto.

Le reazioni della politica

L'ennesimo episodio di violenza armata in una scuola ha provocato la reazione anche del mondo politico, in particolare nel campo dei Democratici: la senatrice Elizabeth Warren, tra i favoriti alle primarie per le presidenziali del 2020, si è detta affranta per l'accaduto, sottolineando che "gli studenti non dovrebbero avere paura quando vanno a scuola". Anche Pete Buttigieg, il sindaco di South Bend e candidato alle primarie Dem, si è fatto sentire su Twitter, sostenendo che "e' tempo di ritenere responsabili l'Nra (la potente lobby delle army, ndr) e i nostri leader a Washington".

Proprio mentre la notizia dell'attacco armato nella scuola californiana veniva diffusa, al Congresso il senatore Chris Murphy stava esortando i colleghi ad approvare la legislazione soprannominata "Bipartisan Background Checks Act of 2019", passata alla Camera lo scorso febbraio con 240 voti a favore e 90 contrari, che richiede un controllo dei precedenti per ogni vendita di armi da fuoco.