“Comprate oro, prima che venga giù tutto...”

Nicola Mirenzi

Due anni fa, ci aveva detto: “Se vincono i 5 stelle, mi sparo”. Per fortuna, non è stata di parola: “Sono una vecchia strega casalinga. Ho scelto la sopravvivenza, fantasticando ogni genere di crudeltà contro Salvini e Di Maio”. Per mesi, abbiamo molestato Natalia Aspesi – la più grande campionessa vivente del giornalismo italiano – per chiederle come è riuscita a superare, considerate le premesse, il trauma del governo Lega e 5 stelle. Si è riparata dietro l’età (“ma che se ne fa dei pensieri di una decrepita come me?”), gli impegni asfissianti (“devo scrivere degli articoli difficilissimi, non posso”), le feste organizzate all’improvviso nel tardo pomeriggio (“ho invitato un sacco di gente a cena, mi spiace”), per cedere, infine, esausta: “Ma lei dà il tormento alle vecchie signore!”. Abbiamo riso molto, entrambi. “Anziché spararmi a causa loro, pian piano, ho maturato la fantasia di sparare a loro. Devo dire che la legge sulla legittima difesa mi è venuta incontro. Nessuno può più negarmi di imbracciare un kalashnikov. Sono vecchia. Sono sola. Sono gravemente turbata dalla condizione disperata degli italiani. Ho tutto il diritto di fare una strage”. 

La assunsero al Giorno dopo le dimissioni di Adele Cambria, unica donna in una redazione di trecento maschi. Divenne immediatamente inviata. Scavalcando una lunga fila di uomini che aspettava la promozione da anni: “Ma mica perché ero brava. Non volevano donne in redazione. Temevano gli scompigli ormonali”. Prima, c’era stato il quotidiano La Notte, nel quale esordì con un articolo su una mostra di cani a Bellagio. Poi, solo e soltanto Repubblica, una fedeltà che dura ancora oggi che sta per compiere novanta anni (il 24 giugno): “Ma si sbrighi con queste domande. Devo correre a scrivere settanta righe sull’omosessualità negli anni cinquanta. Allora sì che si divertivano”. Adesso, invece, è uno strazio: “Sono terrorizzata dagli italiani. Più il...

Continua a leggere su HuffPost