**Comunali: tensione primarie a Bologna, Iv 'no a quelle on line', fuori M5S e Azione** (2)

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(Adnkronos) – La contestazione dei renziani, come all'epoca delle primarie Bersani-Renzi, è quella di mettere in campo un meccanismo che 'disincentiva' la partecipazione dei 'non militanti' favorendo così il candidato di partito, per semplificare. Secondo le indiscrezioni l'idea avanzata dal Pd sarebbe quella di primarie (il 13 o 20 giugno) con una doppia modalità di voto: ai gazebo in presenza per gli over 70 e per gli under 70 invece voto on line con pre-registrazione con l'ipotesi di identificarsi tramite lo Spid o propri dati anagrafici. Per il voto on line sarebbe a disposizione la piattaforma 'Partecipa', la stessa utilizzata recentemente per il vademecum sottoposto ai circoli dem dal segretario Enrico Letta.

"A parte questa follia dello Spid -dice Carbone- non si capisce il motivo per cui debba esserci il voto on line. Come ha detto Arturo Parisi che delle primarie è un po' il papà: le primarie devono essere aperte a tutti e si faranno come si farà il voto ad ottobre. Ovvero in presenza". Ma non ci sono rischi legati alla pandemia? "Basta organizzarsi. Si fanno più gazebo, si aumentano i seggi, si utilizzano solo spazi all'aperto. Non mi sembra impossibile".

Intanto nel pomeriggio di oggi è prevista al Nazareno una riunione proprio sull'organizzazione delle primarie per mettere a punto una griglia che possa essere utilizzata nelle città al voto. Oltre Bologna, anche a Roma e Torino i tavoli locali del centrosinistra hanno dato l'ok alle primarie a giugno. E anche nel capoluogo piemontese è in corso un dibattito sulla opportunità o meno di utilizzare anche il voto on line.