Comune Milano accetta donazione archivio del designer Enzo... -2-

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Milano, 7 feb. (askanews) - Nasce a Cerano (NO) il 27 maggio 1932; tra il 1952 e il 1956 compie i suoi studi all'Accademia di Brera di Milano, dove si diploma. Sin dagli anni Cinquanta partecipa alle avanguardie artistiche milanesi, entrando a far parte prima del gruppo dell'Arte Cinetica, dove ha modo di conoscere Bruno Munari che avrà forte influenza su alcuni dei suoi lavori, e poi del gruppo dell'Arte Programmata, il cui slogan "il nostro scopo è fare di te un partner", influenzerà il concetto di autoproduzione, uno dei filoni più innovativi esplorati dal designer. Nel 1963 diventa coordinatore del Gruppo Nuova Tendenza e organizza l'esposizione del gruppo alla Biennale di Zagabria del 1965.

Dal 1963 al 1966 ha una prima esperienza come docente presso la Scuola Umanitaria di Milano, esperienza che continuerà sino agli anni 2000 in numerose altre scuole, tra cui il Politecnico di Milano e l'Università di Parma. Nel 1971 partecipa con un intervento critico alla mostra Italy: the New Domestic Landscape al Moma di New York, insieme ad altri grandi del design quali Vico Magistretti, Ettore Sottsass, De Pas - D'Urbino - Lomazzi. È stato cinque volte vincitore del Compasso d'Oro, tra cui l'ultimo alla carriera nel 2011. Alla sua lunga produzione di oggetti (dai vasi alle sedie, dalle librerie alle ciotole, con Danese, Driade, Zanotta), Enzo Mari affianca sempre una costante attività artistica con mostre personali e collettive in Italia e all'estero.

Sue opere sono esposte in diversi musei d'Arte contemporanea (Roma, Stoccolma, Amsterdam, New York). Partecipa a molte Biennali (Venezia, Zagabria) e alla Triennale di Milano. Uno dei suoi libri più famosi è '25 modi per piantare un chiodo' (2011), importante riflessione professionale sullo sfondo del design italiano del '900. È stato Presidente dell'Associazione per il Disegno Industriale dal 1976 al 1979. Enzo Mari dedica la sua carriera professionale all'industrial design, collaborando con molte industrie in svariati settori (design del prodotto, grafica, editoria e allestimento di mostre), e rivestendo un ruolo di primo piano nel panorama del design italiano, diviene non solo l'artefice di oggetti belli e di forme nuove e accattivanti, ma anche l'attento interprete dell'aspetto funzionale del prodotto.