Comune Milano mette in rete chi fa innovazione socioculturale

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Milano, 24 set. (askanews) - "Milano mette in rete le realtà che rigenerano i diversi quartieri della città coniugando innovazione sociale, azioni culturali e nuove forme di commercio, socialità e aggregazione attraverso il recupero di immobili e aree urbane inutilizzate e tolte al degrado". Lo ha annunciato il Comune del capoluogo lombardo, spiegando che oggi la Giunta ha approvato le linee guida per la realizzazione, in via sperimentale, della "Rete spazi ibridi" il primo elenco qualificato degli spazi ibridi cittadini, una mappa di chi fa innovazione socioculturale a Milano.

"Il provvedimento nasce dalla volontà di riconoscere e facilitare la creazione di una rete coordinata delle realtà di socialità, aggregazione e fruizione culturale, attive soprattutto nei quartieri meno centrali di Milano e nate spesso dal recupero di parte del patrimonio immobiliare pubblico e privato abbandonato o sottoutilizzato (es. ex spazi industriali, cascine, ex luoghi di culto, ex scuole, ex spazi per uffici)" ha proseguito l'Amministrazione, aggiungendo che "una prima mappatura, presentata al Comune la scorsa primavera, ne ha contati 26 distribuiti in tutta la città, con una utenza complessiva di oltre un milione di persone all'anno: dall'area ex Ansaldo, che oggi ospita Base Milano, all'ex cascina che ha visto nascere Mare Culturale Urbano, all'ex fabbrica di cristalli che oggi ospita lo Spirit de Milan, fino al Mercato Lorenteggio che oggi propone un mix di commercio tradizionale e iniziative sociali e aggregative per il quartiere, solo per citarne alcuni".

Il registro "Rete degli spazi ibridi" (che sarà accessibile con un bando pubblico) "vuole incentivare il coordinamento tra le attività degli spazi che si iscriveranno all'Elenco, armonizzare l'offerta di servizi e attività al pubblico e promuovere la loro visibilità anche attraverso i media del Comune di Milano. Facilitare l'interlocuzione tra il Comune e queste esperienze attive nei quartieri al fine di rivitalizzare economicamente e culturalmente i quartieri, migliorandone la qualità della vita e l'offerta di servizi nell'ottica della 'Città a 15 minuti'". Potranno accedere alla "Rete" gli operatori sia pubblici che privati, titolari della gestione di uno o più spazi socioculturali sul territorio della città e in regola con le prescrizioni normative in materia fiscale e tributaria.

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