Con cento colpi di cannone il comunismo cinese celebra sé stesso

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epa09314721 A handout photo made available by Xinhua News Agency shows Chinese President Xi Jinping delivering his speech during a celebration marking the 100th founding anniversary of the Chinese Communist Party, in Beijing, China, 01 July 2021. China celebrates on 01 July the 100th anniversary of the founding of the ruling Chinese Communist Party (CCP).  EPA/XINHUA/JU PENG -- MANDATORY CREDIT -- HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES (Photo: XINHUAEPA)
epa09314721 A handout photo made available by Xinhua News Agency shows Chinese President Xi Jinping delivering his speech during a celebration marking the 100th founding anniversary of the Chinese Communist Party, in Beijing, China, 01 July 2021. China celebrates on 01 July the 100th anniversary of the founding of the ruling Chinese Communist Party (CCP). EPA/XINHUA/JU PENG -- MANDATORY CREDIT -- HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES (Photo: XINHUAEPA)

Tutto si è svolto come previsto a Pechino, nel giorno in cui il Partito Comunista Cinese ha celebrato sé stesso e il centenario della sua storia. La location (l’imponente e iconica Piazza Tiananmen); il discorso (Xi Jinping ha dato il “meglio di sé” (“lo straniero non potrà più renderci schiavi”) e persino le coreografie (migliaia di ragazzini e ragazzine coordinati, perfetti e sincroni) sono state quelle delle grandi occasioni. Anzi, quelle delle occasioni storiche. Sì, perché al giorno d’oggi, non capita tanto spesso di assistere a una cosa del genere: un vecchio residuato ideologico del secolo passato – il comunismo – che tutti pensavamo (e in moltissimi, speravamo) definitivamente relegato nei cassetti polverosi della Storia (con tutto il suo agghiacciante corredo di orrori), esibito, celebrato e innalzato prepotentemente sul palcoscenico globale del secolo XXI…. Se uno dei nostri nonni avesse potuto tornare in vita e fare un viaggio nel tempo a Pechino, oggi, probabilmente avrebbe pensato di essere stato rispedito nel passato, invece che nel futuro.

epa09314780 Members of the Chinese military orchestra rehearse at Tiananmen Square before a celebration marking the 100th founding anniversary of the Chinese Communist Party (CCP), in Beijing, China, 01 July 2021. China celebrates on 01 July the 100th anniversary of the founding of the ruling Chinese Communist Party (CCP).  EPA/ROMAN PILIPEY (Photo: ROMAN PILIPEYEPA)
epa09314780 Members of the Chinese military orchestra rehearse at Tiananmen Square before a celebration marking the 100th founding anniversary of the Chinese Communist Party (CCP), in Beijing, China, 01 July 2021. China celebrates on 01 July the 100th anniversary of the founding of the ruling Chinese Communist Party (CCP). EPA/ROMAN PILIPEY (Photo: ROMAN PILIPEYEPA)

Invece, per Xi Jinping e i suoi, la festa di oggi è il presente della Cina odierna, potente e prepotente, dilagante e onnipresente, assertiva e volitiva: il Paese della nuova “via cinese al socialismo” oppure, se preferite, quella di questo inedito, spiazzante e sconcertante “Comunismo 2.0”. La Cina di Xi, appunto.

E sempre lui è stato il protagonista indiscusso, ancora una volta, di questa giornata storica per l’enorme Regno del Dragone. Dal palco, le ha cantate un po’ a tutti, parlando “al popolo”, ma in realtà rivolgendosi ai potenti del Pianeta. “Siete avvertiti”, ha detto in pratica un esplosivo Xi dal palco di Piazza Tienanmen, interrotto più volte da una vera e propria standing ovation delle migliaia di perso...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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