Con diete salutari e sostenibili -20% morti premature e -30% emissioni

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 14 apr. (askanews) - Quello che decidiamo di portare a tavola ogni giorno, per almeno tre volte al giorno, è decisivo per la nostra salute e per quella del Pianeta. Interiorizzare questo concetto significa prenderci cura di noi stessi e del mondo in cui vivranno i nostri figli, significa dare il giusto peso alle scelte che compiamo quotidianamente davanti agli scaffali dei supermercati, in mensa, al ristorante. Per avviare questo cambiamento, che è prima di tutto culturale, Fondazione Barilla ha lanciato, a pochi giorni dalla Giornata mondiale della Terra (22 aprile) un nuovo modello alimentare che ha nella frase "cambiare tutto senza rinunciare a nulla" la sua sintesi. La doppia piramide proposta suddivide infatti gli alimenti in base al loro impatto sulla salute, guardando all'effetto sulle malattie cardiovascolari, e sul clima, in termini di CO2 emessa per produrre quel dato alimento, suggerendo con quale frequenza e come scegliere gli alimenti da portare in tavola.

Avere chiari gli impatti di ogni alimento sul fronte della salute e del clima, infatti, è diventato urgente. E a dircelo sono i numeri: "Due terzi delle morti nel mondo sono legate alle malattie croniche non trasmissibili, anche nei Paesi in via di sviluppo - ci ha detto Gabriele Riccardi, professore ordinario di Endocrinologia e malattie metaboliche dell'Università di Napoli - Consideriamo solo le malattie cardiovascolari: queste sono la prima causa di morte nel mondo. La metà, cioè parliamo di 9 milioni di morti, sarebbero eliminabili mediante una alimentazione corretta, sana".

Anche i numeri dell'impatto ambientale, dall'altro lato, raccontano questa urgenza. "Fino a poco tempo fa era quasi impossibile pensare che quello che noi mangiamo potesse avere un impatto sull'atmosfera e sul Pianeta, invece è proprio così: quello che mettiamo nel piatto ha un importante effetto sulle emissioni di gas serra e surriscaldamento globale - ha spiegato Riccardo Valentini, professore all'Università della Tuscia Dibaf - Nel 2019 per la prima volta è stato messo in evidenza che il 37% delle emissioni di gas serra sono prodotte dal sistema agroalimentare che va dalla fattoria fino al consumatore, inclusi gli sprechi alimentari. E' chiaro che la piramide alimentare costruita sia sugli aspetti nutrizionali ma anche sugli aspetti ambientali ci dà delle linee guida su come noi singoli cittadini durante la vita quotidiana possiamo mangiare meglio per noi e per il Pianeta".

E' chiaro che raggiungere simili obiettivi, per la salute e il Pianeta, è quasi utopistico ma è un fatto che diete più sane e sostenibili potrebbero ridurre le morti premature almeno del 20% e le emissioni di gas serra dovute al cibo almeno del 30%. Ma quali sono i cibi da preferire? E di quali occorre ridurre le occasioni di consumo? I cibi che favoriscono la nostra salute - come frutta, verdura e cereali integrali, noci e legumi - sono in genere anche quelli a basso impatto ambientale. Eppure come ha ricordato il professor Riccardi "negli ultimi 20 anni gli italiani hanno ridotto del 20% il consumo di frutta e verdura" mentre dovremmo "raddoppiarne i consumi a due porzioni al giorno accompagnandoli con cereali integrali che sono la cenerentola della nostra dieta". A finire nel mirino sono piuttosto le carni rosse: "Mangiare la carne rossa ha un impatto che è circa 20 volte superiore al mangiare verdure dal punto di vista ambientale - spiega Valentini - e questo è un elemento molto importante perché gli animali producono metano gas pericoloso e poi la produzione di mangimi per animali assorbe molte risorse".

Questo però non vuol dire eliminare totalmente questi cibi o criminalizzarli, anzi. "In Italia il consumo di carne è pari a una porzione al giorno: in una settimana quattro volte mangiamo carni rosse e tre carni bianche - dice Gabrielli - l'obiettivo è quello di ridurre il consumo di carne senza diventare vegetariani: basterebbero tre porzioni di carne a settimana di cui due di carni bianche e una rossa per ridurre questo rischio legato alle malattie cardiovascolari". Oltretutto "In Italia siamo fortunati perché abbiamo nelle nostre radici la tradizione della dieta mediterranea: da lì abbiamo molto da imparare anche in termini di preparazione dei piatti che siano gradevoli e adeguati alle nostre scelte salutari ed ecosostenibili che riescono a coniugare il piacere con il benessere".

Nella doppia piramide su salute e clima di Fondazione Barilla i cibi sono divisi per gruppi in base al loro impatto su di noi e sull'ambiente. Questo perchè si tratta di un modello che può e deve essere declinato in base alle diverse culture alimentari. Nascono così le sette doppie piramidi culturali sperimentali, dedicate ad Asia meridionale, Asia orientale, Africa, Mediterraneo, Paesi nordici e Canada, America Latina e Stati Uniti. Per consentire a tutte le latitudini di compiere scelte alimentari sane e sostenibili.

"Ciascuno di noi ha il potere di plasmare il futuro tre volte al giorno, attraverso le nostre scelte alimentari. La doppia piramide della salute e del clima mostra che una dieta varia ed equilibrata può aiutarci ad aumentare longevità e benessere e a ridurre il nostro impatto sul clima, gestendo le frequenze, la varietà e quantità dei cibi ogni giorno, in ogni parte del mondo" afferma Guido Barilla, presidente del gruppo alimentare di Parma e della Fondazione.