Con l’arrivo del mese cambiano le regole perché di fatto cessa la fase emergenziale del settore

Dal primo settembre cambieranno le regole per lo smart working
Dal primo settembre cambieranno le regole per lo smart working

Le regole dello smart working cambieranno dal primo settembre: non sembrano esserci proroghe e la fase emergenziale dovrebbe recedere. Che significa? Che come previsto dalla legge 81/2017 e come spiegato dal Corriere della Sera si torna all’accordo individuale. E cosa è l’accordo individuale? Datore di lavoro e dipendente dovranno concordare un piano su termini e condizioni della prestazione, sia per il settore pubblico che per quello privato.

Smart working dal primo settembre, come funzionerà

Il primo cambiamento riguarda l’obbligo di comunicazione: dal primo settembre basterà la semplice comunicazione in via telematica al ministero del Lavoro “dei nominativi dei dipendenti e la data di inizio e di cessazione delle prestazioni di lavoro in modalità agile”. C’è un elemento da chiarire: le aziende che durante la fase severa del covid avevano fatto le comunicazioni come previsto dal decreto emergenziale, non dovranno rifarle se non sono intervenute modifiche. Quindi quei lavoratori che non hanno sottoscritto accordi individuali dal primo settembre dovranno tornare a lavorare in presenza. E nel novero rientrano anche anche i fragili e i genitori di under 14. Era stato lo stesso ministro del Lavoro, Andrea Orlando a chiarire che non si era riusciti a trovare “il necessario consenso” sul tema.

Le categorie con diritto prioritario

In fase di conversione è comunque prevista una rilettura della norma. Ci sono però casi specifici displinati dal Dlgs 105/2022 e ci sono specifiche categorie di lavoratori che hanno diritto di priorità nel riconoscimento del diritto allo smart working. A far data dal 13 agosto 2022 hanno la precedenza in caso di concessione di smart working i lavoratori con disabilità, quelli con figli di età inferiore ai 12 anni, con figli disabili gravi e caregiver.