Con l’high yield ESG performance competitive e ridotta impronta di carbonio

Redazione
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Con l’high yield ESG performance competitive e ridotta impronta di carbonio
Con l’high yield ESG performance competitive e ridotta impronta di carbonio

Il fondo BlueBay Global High Yield ESG Bond ha dimostrato di offrire performance triennali similari a quella della omologa strategia tradizionale ma con un’impronta media ponderata di carbonio inferiore

Nell’articolo Come l’alto rendimento diventa più verde Justin Jewell e Andrzej Skiba, gestori dei fondi BlueBay Global High Yield Bond e BlueBay Global High Yield ESG Bond, hanno spiegato le caratteristiche distintive della loro attività. In questo articolo, invece, illustrano la differenza tra il portafoglio della strategia ESG e quello della strategia high yield più convenzionale di BlueBay.

GLI EMITTENTI CHE NON SI ADATTANO ALLA STRATEGIA ESG

“La prima differenza sta nelle scelte specifiche degli emittenti, afferma Jewell. "Se abbiamo una visione top down, manteniamo in modo coerente i temi generali in cui investiamo nella strategia convenzionale ed in quella ESG di BlueBay, tenendo però conto del fatto che alcuni emittenti all'interno di questi temi potrebbero non adattarsi alla strategia ESG", afferma, citando un'azienda coinvolta nella produzione di hardware militare, aspetto giudicato come inappropriato dal team ESG.

PESO INFERIORE IN PORTAFOGLIO AI SETTORI ENERGIA E MINERARIO

La seconda differenza, che ha un effetto più profondo sui modelli di performance a livello di portafoglio, va invece ricercata nel trattamento di interi settori. "L'area di gran lunga più ampia di differenziazione tra la strategia ad alto rendimento ESG e la nostra strategia convenzionale è nei settori dell'energia e minerario", afferma Jewell, "dove la strategia ESG ha un'esposizione significativamente minore".

LE DIVERSE PONDERAZIONI DEL SETTORE ENERGIA

Ovviamente le diverse ponderazioni del settore dell'energia e minerario possono costituire un fattore determinante in termini di performance. "Se per esempio il prezzo del petrolio arriva a 80 dollari al barile, è improbabile che la strategia ESG si comporti come la strategia convenzionale omologa a causa del tipo di investimenti a cui ha rinunciato", afferma. "Allo stesso modo, nei periodi in cui il prezzo del petrolio è in discesa, la strategia ESG tende a sovraperformare l’omologa strategia convenzionale ad alto rendimento", afferma.

IL COMPORTAMENTO NELLA CRISI E NELLA FASE DI RIPRESA

Questo comportamento è stato confermato durante la fase di turbolenza dei mercati a seguito dello scoppio della pandemia nel marzo 2020: in quell’occasione la strategia ESG tendeva a sovraperformare marginalmente la strategia convenzionale high yield, sulla scia della profonda caduta delle quotazioni delle materie prime. Al contrario, la strategia convenzionale ha sovraperformato rispetto alla strategia ESG durante la fase di ripresa ad aprile 2020.

I RISULTATI RICHIEDONO TEMPI LUNGHI

Per quanto riguarda invece il possibile vantaggio in termini di performance a lunghissimo termine della strategia ESG il team si mostra più cauto. Al traguardo dei tre anni della strategia ESG, le performance di quest’ultima risultavano comparabili a quelle della strategia convenzionale, sebbene il modello di performance sia poi cambiato leggermente durante e dopo la recente crisi e potrebbe differire ulteriormente nel tempo. "Ci auguriamo che qualsiasi vantaggio nell’ambito della strategia ESG possa rivelarsi particolarmente significativo, tuttavia crediamo che ci vorrà molto tempo prima di poterlo valutare concretamente. Anche se siamo entrati nel quarto anno siamo soltanto agli inizi”, riferiscono i manager di BlueBay.

UN’IMPRONTA MEDIA PONDERATA DI CARBONIO INFERIORE

La differenza in termini di sostenibilità è però già marcata. La strategia ESG non solo evita molti investimenti in singole società che potrebbero preoccupare gli investitori più attenti alle questioni ambientali e sociali ma può vantare un’impronta media ponderata di carbonio inferiore rispetto a molte strategie convenzionali simili. “Mentre le economie lanciano piani di ripresa che incorporano un approccio ESG per "ricostruire meglio il futuro", gli investitori professionali possono ora considerare di intraprendere una strada altrettanto responsabile nella loro ricerca del rendimento”, concludono Jewell e Skiba.