Con la pandemia nasce un nuovo lavoro: il detective del virus

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(Photo: Xinhua News Agency via Getty Images)
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La pandemia ha inciso in modo profondo sul mondo del lavoro, ma non solo nelle sue modalità tra smartworking e lavoro da remoto. La pandemia infatti ha anche fatto emergere la necessità di nuove figure professionali, soprattutto per il tracciamento del contagio e per fronteggiare meglio le epidemie che potrebbero verificarsi in futuro. A questa esigenza ci ha pensato l’Università di Torino. Qui infatti è nato un nuovo, e primo e unico nel suo genere, Master in Virologia Ambientale, progettato con la Regione Piemonte e l’Arpa (Agenzia Regionale per la protezione ambientale). Con il master verranno formati dei “cacciatori” di virus, in grado di incrociare i dati sul contagio e sulla modalità di scambio dell’infezione tra le persone, e il campionamento delle matrici ambientali come acqua e aria.

A inaugurare la prima giornata di studio del master, all’Arpa c’erano l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Matteo Marnati, il direttore di Arpa Piemonte, Angelo Robotto, il direttore del Master David Lembo e l’immunologo e direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Università di Torino, Giovanni Di Perri.

“L’idea è nata dall’esperienza dell’hub realizzato dall’Arpa in questo ultimo anno per sintetizzare i tamponi e dalla professionalità dell’Arpa piemontese, riconosciuta, inoltre, unica in Italia, come ente di ricerca”, ha spiegato l’assessore Marnati. “Alla luce del fatto che scienziati ed esperti di tutto il mondo prevedono per il futuro nuove pandemie, legate anche al fatto che la gente si muove sempre di più sull’intero pianeta, vorremmo cercare di anticipare i tempi. Per non trovarsi più così impreparati come è accaduto con il Covid 19”.

Anche il direttore Robotto ha commentato il lancio del Master. “In quest’anno abbiamo processato oltre 100.000 tamponi e sviluppato nuove sinergie per campionare I vari ambienti indoor e outdoor incrociando i dati con il contagio reale delle persone. L’idea è quella di capire, per esempio la presenza dei virus in ambienti come le scuole, gli ospedali, gli uffici, ma anche certi ambienti esterni più o meno affollati”.

L’immunologo Di Perri ha definito il Master un prodotto “frutto di genialità ed esperienza sul campo e con grande ricaduta clinica. È bene che la gente sappia che la ricerca sta procedendo nello studio di quanto sta accadendo e che abbia fiducia. Saremo pronti ad affrontare le prossime sfide anche formando le nuove figure necessarie”. Il master è annuale e si concluderà nel dicembre 2022. “Un modo per andare incontro al futuro” ha concluso.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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