Con meno colesterolo "cattivo" si riducono rischi... -3-

Red/Cro/Bla

Roma, 3 set. (askanews) - Questa nuova raccomandazione è in linea con i risultati dello studio Fourier, che ha evidenziato come l'aggiunta di evolocumab alla terapia con statine porti a una riduzione dei livelli di C-LDL di circa il 60%, diminuendo al tempo stesso il rischio di nuovi eventi come infarto, ictus e rivascolarizzazione coronarica.

L'impiego degli inibitori PCSK9, alla luce degli ultimi dati scientifici, evidenzia un'ulteriore necessità rispetto al controllo dei valori C-LDL: non solo "meno è meglio", ma anche "prima è meglio".

"Gli inibitori PCSK9 come evolocumab hanno dimostrato da tempo la loro efficacia nei pazienti in prevenzione secondaria", sottolinea Francesco Prati, Primario di Cardiologia, Azienda Ospedaliera San Giovanni - Addolorata, Roma e Presidente del Centro per la Lotta contro l'Infarto.

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