Concepimento: come avviene, tempo e fasi

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Quali sintomi possono far capire ad una donna che è in gravidanza e quindi che il concepimento è in atto?
Come avviene concepimento, sintomi
Certamente i primissimi sintomi della gravidanza sono piuttosto simili a quelli che una donna avverte quando stanno per arrivare le mestruazioni:
tensione mammaria; piccoli crampi al basso addome; perdite vaginali bianche piuttosto abbondanti.
Il sintomo iniziale più eclatante riguarda le fatidiche e fastidiose nausee causate soprattutto dall’aumento degli ormoni Beta-HCG, cioè quelli della gravidanza.

Inoltre dopo un paio di settimane dalla fecondazione possono presentarsi lievi perdite di sangue chiamate “perdite da impianto”, causate dall’impianto dell’embrione sulle pareti dell’utero e si può spesso scambiarle per vere e proprie mestruazioni.

Bisogna anche tenere presente che dei 200-400 milioni di spermatozoi solo in 200 circa arrivano all’ovulo e solo uno riesce a penetrare le sue pareti e fecondarlo. L’ovulo viene prodotto da una delle due ovaie e viaggia lungo le Tube di Falloppio dove sopravvive per circa 24 ore. Se incontra lo spermatozoo avviene la gravidanza. La velocità dello spermatozoo dipende anche dal liquido dove si trova: seminale, vaginale, uterino, tubarico ed andrà molto più veloce dentro l’utero quando è nel suo periodo fertile e dentro le tube. Dentro il muco cervicale, che si trova nel collo uterino, possono sopravvivere da 24 ore fino 80-96 ore, ma solo durante il periodo fertile della donna.
Come avviene concepimento con ciclo o ciclo irregolare
Dalla pubertà alla menopausa, l’organismo femminile va incontro a delle modificazioni necessarie ad assicurare la fertilità e queste si presentano in diversi aspetti: ormonali, funzionali e strutturali.

Un ciclo regolare ha una media di 28 giorni e si divide in due fasi (quella pre-ovulativa e post-ovulativa) separate dall’ovulazione riconoscibile dalla presenza della leucorrea (produzione di muco cervicale) e l’aumento della temperatura basale.

La difficoltà di concepimento non sempre è dovuta a problemi di infertilità della coppia o alla presenza di patologie dell’apparato riproduttore, ma talvolta molto più semplicemente, imputabile all’irregolarità del ciclo mestruale che non sempre hanno un significato patologico, ma sono più semplicemente legate ad alterazioni ormonali che causano dei ritardi più o meno prolungati o persino la presenza di cicli a distanze di tempo piuttosto ravvicinate.
Con candida
Per quanto riguarda il rapporto della candida rispetto alla fertilità le risposte che si ottengono sono più o meno le stesse: non vi sono evidenze scientifiche che l’infezione da Candida, anche se si evolve in vaginite, influisca sulla fertilità.

Semmai può creare un ambiente ostile per gli spermatozoi che potrebbero avere problemi a fecondare l’ovulo, infatti la candidosi provoca l’alterazione del pH e ciò può modificare la natura degli spermatozoi e la loro funzionalità.

L’infezione da candida però non compromette l’insediamento o l’impianto dell’embrione, in quanto questo avviene dentro la cavità uterina dove la candida non è mai presente.
Con una sola tuba
Esistono diverse cause che concorrono alla sterilità femminile e un di queste è l’ostruzione di una o tutte e due le tube di Falloppio. Nel caso in cui i controlli evidenziano l’ostruzione di una sola tuba si può sperare in un concepimento solo se l’ovulazione avviene dalla tuba aperta. Nel caso in cui entrambe le tube dovessero risultare ostruite si deve ricorrere ad un intervento chirurgico per il raddrizzamento e / o la liberazione.

Eliminando le ostruzioni e le aderenze si risolve il problema, ma anche se l’intervento ha un buon esito la possibilità di rimanere incinta non è totalmente garantita. Inoltre va considerato che dopo l’intervento aumentano i rischi di una gravidanza extra uterina.
Con utero retroverso
L’utero retroverso caratterizza almeno il 20% delle donne in età fertile quindi è una condizione molto comune. Non è una malattia o una malformazione, ma più semplicemente una particolarità che consiste in un posizionamento del corpo dell’utero verso la colonna vertebrale anziché verso il pube, ma dato che il collo dell’utero è sempre al suo posto non c’è il rischio che gli spermatozoi non arrivino a destinazione.

Inoltre va ricordato che l’utero è fisiologicamente un “organo mobile” attaccato alle pelvi grazie a speciali tessuti connettivi necessari per permettergli di cambiare posizione ed ingrandirsi o ridursi a seconda delle diverse fasi della vita della donna.

Le cause che portano ad avere un utero retroverso sono diverse e possono essere:
in seguito ad un aborto o una gravidanza; provocato da malattie come la cosiddetta PID (malattia infiammatoria pelvica); l’endometriosi (presenza di tessuto che normalmente si trova solo all’interno della cavità uterina in sedi anomale ossia diverse da quella fisiologica); salpingite (infiammazione di una o di entrambe le tube di Falloppio).
Per tutti questi motivi l’utero retroverso non comporta conseguenze sul concepimento e neppure sullo svolgimento fisiologico della gravidanza. Bisogna però fare attenzione alle cause che lo determinano, perché possono incidere negativamente sulla fertilità femminile e quindi provocare difficoltà nel rimanere incinta.
Cosa mangiare/evitare
Una dieta sana è sempre auspicabile e per rimanere incinta si possono seguire piccoli consigli sui cibi da assumere e che possono aiutare:
uova, salmone e tonno; thè verde e nero; bere molta acqua; peperoni, pomodori, kiwi e agrumi; verdura a foglia verde, frutta a guscio e cereali integrali; pane e pasta; proteine animali almeno due volte alla settimana. Cosa non fare
E’ bene ricordare che ci sono anche categorie di alimenti che sarebbe meglio evitare quali:
cibi contenenti troppi conservanti e i dolcificanti artificiali, che incidono sui livelli degli zuccheri nel sangue e di conseguenza sui valori ormonali; carni consumate poco cotte, affettato crudo e/o uova crude; interiora come ad esempio il fegato e derivati, in quanto contengono livelli elevati di vitamina A; formaggi a pasta molle come il Brie, la feta, il Camembert e il gorgonzola, perché costituiscono terreno fertile per la crescita di alcune tipologie di batteri; germogli di soia che a causa di una sostanza contenuta al loro interno, simile agli estrogeni, aumenta la lunghezza del ciclo mestruale; bevande come caffè ed alcool o di cui gli stessi siano contenuti.
Queste sono informazioni da tenere ben a mente se si vuole rimanere incinte e si è interessate a concepire in modo sicuro e giusto per la propria sanità e quella del bambino.