I concerti italiani dei Coldplay e il solito problema dei bagarini

Andreas Arnold / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP

AGI - I Coldplay annunciano le loro date italiane e quando scatta la corsa ai biglietti la macchina si inceppa e si punta il dito contro bagarini e second ticketing. TicketOne, tra i titolari della vendita dei biglietti, ha assicurato che "le vendite per le 6 date si sono svolte secondo i tempi e le quantità assegnate dall'organizzatore in modo regolare. La fortissima domanda, superiore alle disponibilità, è stata gestita in assoluto ordine e trasparenza tramite pagine di accodamento".

"Si sono inoltre applicate - scrive la società in una nota - tutte le misure previste dalle leggi contro il secondary market mentre i sistemi sono stati protetti da qualsiasi possibile attacco informato tramite sofisticate protezioni con software specifici di cui l'azienda si è dotata. Inoltre, i servizi di audit interno di TicketOne hanno ri-controllato tutti gli acquisti e gli acquirenti tramite sistemi di audit analytics intelligente senza riscontrare di fatto irregolarita'".

Nel 2021 TicketOne era stata multata di 10 milioni di euro per abuso della posizione dominante e nel 2018, al culmine delle polemiche per i fenomeni di secondary ticketing, il Ministero dell'Economia e delle Finanze aveva stabilito l'importo delle multe a carico delle società che sfruttano i bot, cioè programmi automatici, per acquistare grandi quantità di biglietti per rivenderli a prezzi maggiorati. Da 5.000 a 180.000 euro di ammenda, e nei casi più gravi anche l'oscuramento del sito internet sul quale avviene la vendita.

TicketOne mette le mani avanti e si dice "cosciente che singoli acquirenti possono approfittare della situazione rivendendo illegalmente su web a prezzi anche di molto maggiorati biglietti legittimamente acquistati" e ribadisce la richiesta del marzo scorso ad  Agcom  perché intervenga per sanzionare anche le persone fisiche.

Ma quel che funziona per le aziende, non funziona per il bagarinaggio tradizionale, quello brevi manu. “Non è sanzionata la vendita o qualsiasi altra forma  di collocamento di titoli di accesso ad attività di spettacolo effettuata da una persona fisica in modo occasionale, purché senza  finalità commerciali”, si legge nel testo della Finanziaria 2017. Il problema non è da poco: le condizioni generali nella vendita dei biglietti prevedono che ogni persona possa acquistare quattro biglietti.

Anche il singolo, malintenzionato, utente ha tra le mani le carte per diventare bagarino: lo scrive anche la Siae nel Libro Bianco sul secondary ticketing: “Ciò che ormai si verifica – scrive la Società Italiana degli Autori ed Editori - è che, dopo pochi minuti dall'apertura delle vendite, i biglietti risultano tutti venduti. Quasi in contemporanea, sui siti di secondary ticketing risultano in vendita numerosissimi biglietti per i medesimi eventi a prezzi maggiorati rispetto a quelli previsti e praticati nel mercato ufficiale”. Dalle tre alle dieci volte di più rispetto al costo originario. “È evidente che non si tratta più del caso del fan che, ad acquisto effettuato, realizza che non può più partecipare all'evento”.

E allora come proteggersi dai bagarini della nuova era? Evitando di rivolgersi al mercato dei biglietti di seconda mano, naturalmente. Un business che non riguarda soltanto i siti specializzati ma anche gruppi e comunità ospitati dai social network dove la compravendita dei tagliandi avviene alla luce del sole.

Come funziona il secondary ticketing

Al momento dell'apertura della vendita legale dei biglietti, alcune società sfruttano bot informatici programmati appositamente per fare razzia dei tagliandi, acquistandone cioè in massicce quantità. Il trucco è nascosto nelle righe di codice di questi bot: a differenza dell'utente normale, che al momento dell'acquisto online deve compilare form, inserendo dati che rallentano l'intera procedura, queste organizzazioni comperano i tagliandi in maniera molto più rapida. A quel punto parte il bagarinaggio online: biglietti in vendita a prezzi stellari, annunci che spingono gli acquirenti ad affrettarsi per comprarne uno prima che esauriscano.