Concerto del Primo Maggio, Fedez attacca la Rai e la Lega: cosa è successo

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Fedez
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Fedez continua la sua battaglia a favore del disegno di legge Zan contro l’omotransfobia, che vuole introdurre "misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità". Lo fa anche dal palco del Concerto del Primo Maggio di Roma, attaccando duramente la Rai (accusata dal cantante di aver cercato di censurare il suo discorso) e la Lega (per l’ostruzionismo al ddl Zan). Il rapper si è rivolto anche al premier Mario Draghi, lanciando un appello molto chiaro a sostegno dei lavoratori dello spettacolo. Ecco cosa è successo nella lunga e infuocata serata di sabato.

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Il primo scontro nel pomeriggio

Prima del Concerto, il leader della Lega Salvini aveva indirettamente attaccato il cantante attraverso una contestazione dell'evento di Roma, criticato per i costi elevati ("500mila euro") e chiedendo espressamente che fossero evitati "i comizi di sinistra". (LEGGI QUI LE PAROLE DI SALVINI E LA REPLICA DI FEDEZ).

Fedez vs Rai, la telefonata e l'accusa di censura

L'artista, prima dell'esibizione, ha fatto riferimento a pressioni che avrebbe ricevuto da Rai3 per edulcorare il testo dell'intervento. "Sono stato chiamato, mi hanno detto parole come ‘devi adeguarti a un sistema’ o ‘non puoi dire i nomi che fai’", ha spiegato Fedez in un video sui social. La Rai, con una nota condivisa dall'ad Fabrizio Salini, ha smentito la censura preventiva al suo testo. Il presidente Marcello Foa, a sua volta, ha spiegato in un'altra nota che il testo del monologo non era stato sottoposto alla sua approvazione come è consuetudine. Ma in tarda serata Fedez ha pubblicato un video in cui riprende una telefonata con la vice direttrice di Rai3 e con i suoi collaboratori in cui si sente chiaramente la richiesta di evitare riferimenti agli esponenti della Lega citati per le frasi omofobe.

LEGGI QUI LA NOTA DELLA RAI E LA TELEFONATA CON FEDEZ

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VIDEO - La rabbia di Fedez, pubblicata la telefonata con la Rai

Il monologo di Fedez (VIDEO)

Poco dopo le 21.30, Fedez è salito sul palco e ha fatto partire il suo monologo. "Ostellari (senatore leghista, ndr) ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo che è stato già approvato alla Camera come Ddl Zan, può tranquillamente essere bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso. Ma d'altronde Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all'uguaglianza".

Ecco il video dell'intervento del rapper milanese al Concerto del Primo Maggio di Roma.

Gli "aforismi" leghisti elencati dal rapper

Il cantante ha elencato poi alcuni "dei loro aforismi": "Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno", Giovanni De Paoli, consigliere regionale Lega Liguria; "I gay? che inizino a comportarsi come tutte le persone normali", Alessandro Rinaldi, consigliere per la Lega Reggio Emilia; "I gay vittime di aberrazioni della natura, Luca Lepore e Massimiliano Bastoni consiglieri regionali Lombardia"; "I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie", Alberto Zelger, consigliere della Lega Nord a Verona; "Il matrimonio gay porta all'estinzione della razza", Stella Khorosheva, candidata leghista; "Fanno le iniezioni ai bambini per farli diventare gay", candidata della Lega Giuliana Li Vigni.

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"Il Senato non aveva tempo per il ddl Zan perché doveva discutere di vino"

Fedez ha ricordato come "qualcuno come Ostellari ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia rispetto al ddl Zan. Guardiamole: il Senato non ha avuto tempo per il ddl Zan perché doveva discutere l'etichettatura del vino, la riorganizzazione del Coni, l'indennità di bilinguismo ai poliziotti di Bolzano, e il reintegro del vitalizio di Formigoni". "Quindi - conclude Fedez - secondo Ostellari probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza. E a proposito di diritto alla vita l'ultra cattolico Jacopo Coghe, amicone del leghista Pillon, in questi mesi è stata la prima voce a sollevarsi contro il ddl Zan. L'antiabortista però non si è accorto che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un'azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo, quindi cari antiabortisti, caro Pillon, avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori e non vi siete accorti che il nemico ce l'avevate in casa. Che brutta storia".

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La replica di Matteo Salvini

Dopo l'intervento del cantante, Salvini ha risposto a Fedez sui social: "Adoro la Libertà. Adoro la musica, l'arte, il sorriso. Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così. Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti". 

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Ecco il post condiviso da Matteo Salvini in tarda serata.

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Fedez ricorda i lavoratori dello spettacolo, l'appello a Draghi

Fedez non ha mancato anche di ricordare i lavoratori dello spettacolo, pesantemente colpiti dalla pandemia. "Buon primo maggio e buona festa a tutti i lavoratori. Anche a chi un lavoro ce l'ha ma non ha potuto esercitarlo per oltre un anno. E quale migliore occasione per celebrare la festa dei non lavoratori se non un palco, per i lavoratori dello spettacolo questa non è più una festa". 

Fedez nel suo monologo ha puntato l'attenzione sulle maestranze che da oltre un anno sono ferme e si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio. "Caro Mario, capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese, però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e il numero di lavoratori dello spettacolo si equivalgono. Quindi, non dico qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma in difesa di un settore che è stato decimato da questa emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni Quaranta e mai modificate a dovere fino a oggi. Quindi caro Mario, come si è esposto nel merito della superlega con grande tempestività sarebbe altrettanto gradito il suo intervento nel mondo dello spettacolo, grazie".

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