Concessioni balneari rimangono fuori da ddl Concorrenza - bozza

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Persone passeggiano sul lungomare di Ostia di fronte ad uno stabilimento balneare

di Giuseppe Fonte e Angelo Amante

ROMA (Reuters) - Il governo presenterà in giornata il disegno di legge sulla concorrenza, che però non dovrebbe includere la tanto attesa liberalizzazione delle lucrose concessioni per la gestione dei servizi sulle spiagge

È quanto emerge da una bozza visionata da Reuters.

Il disegno di legge, che fa parte di un piano di spesa da oltre 200 miliardi di euro provenienti dal recovery fund post-Covid dell'Unione europea, dovrà essere approvato dal parlamento entro la fine del prossimo anno nei termini promessi alla Ue.

La bozza contiene nuove norme per le società di telecomunicazioni per l'installazione di infrastrutture di fibra ottica ad alta velocità, un altro pilastro del piano italiano per una rapida e robusta ripresa dalla crisi Covid-19.

Per accelerare l'implementazione delle reti ultraveloci, gli operatori dovranno condividere i costi di installazione se lavorano nella stessa zona e coordinare le richieste di autorizzazione alle autorità per evitare ritardi burocratici, si legge nella bozza.

Il governo si era impegnato a presentare il disegno di legge al parlamento a luglio, ma le sue ambizioni sono state frenate dall'opposizione interna dei partiti, con la Lega in prima fila nel proteggere i detentori delle licenze.

I permessi per servire cibo e bevande e noleggiare lettini e ombrelloni sono tradizionalmente di proprietà familiare e vengono tramandati di generazione in generazione, nonostante le richieste della Commissione europea affinché vengano assegnate tramite gare d'appalto pubbliche.

La bozza indica che il governo dovrebbe preparare una mappa delle concessioni esistenti per avere un quadro più chiaro della situazione, ma non offre piani concreti per riformare la gestione dei servizi disseminati nei 7.500 chilometri di costa.

Gli imprenditori che attualmente godono di tali concessioni dicono che il sistema a gestione familiare mantiene bassi i costi per i bagnanti, ma gli imprenditori locali e stranieri contestano tale argomento, e dicono di essere così esclusi dai servizi balneari.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Milano Sabina Suzzi, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614)

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