Concorde, il disastro aereo a Parigi: la storia e le cause

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Il 25 luglio del 2000 è ricordato per il disastro del Concorde di proprietà della compagnia aerea Air France; primo ed unico incidente occorso a questo aereo supersonico fu l’input che portò alla fine dell’utilizzo di tali velivoli e sconvolse Parigi. Andremo adesso a vedere nello specifico cosa accadde e perché.

Disastro aereo del Concorde

Alle ore 15:42 del 25 luglio 2000 il volo dell’Air France AF 4590 ebbe il via libera per il decollo dalla torre di controllo dell’aeroporto internazionale Charles de Gaulle di Parigi. Tutte le operazioni della fase di decollo furono effettuate secondo le regole ed andarono a buon fine, ma quando l’aereo aveva ormai raggiunto la velocità di 300 chilometri orari la torre di controllo si mise in contatto con il pilota per informalo che erano visibili delle fiamme lungo una delle ali suggerendo di abortire il decollo. Questa scelta però non era più possibile in quanto la velocità raggiunta era eccessiva e non c’era la possibilità di arrestare l’aereo prima della fine della pista.

A quel punto l’unica cosa possibile da fare era dirigersi verso ovest all’aeroporto di Le Bourget per effettuare un atterraggio di emergenza, ma anche questa soluzione purtroppo non fu possibile poiché il Concorde era fuori controllo e con il carrello bloccato. Dopo meno di un minuto dal decollo uno dei motori iniziò a perdere potenza ed i piloti furono costretti a diminuire anche quella dei motori posti sull’altra ala per cercare di governare l’aereo, ma questo causò una riduzione di velocità tale da rendere impossibile ai piloti di mantenere il velivolo in aria ed infatti dopo pochi secondi il Concorde si schiantò a terra contro un albergo nella campagna parigina a pochissimi chilometri di distanza dall’aeroporto da dove era appena partito. A causa dell’impatto persero la vita 100 passeggeri, 9 membri dell’equipaggio e 4 persone a terra per un totale di 113 vittime.

Disastro del Concorde: le cause

Le indagini svolte subito dopo il disastro appurarono che la causa scatenante fu un detrito lasciato sulla pista da un velivolo DC10 della Continental Airlines statunitense che era decollato in precedenza dalla stessa pista. Grazie alle ricostruzioni svolte dagli investigatori si capì che un lamina di titanio largo circa 30 centimetri e lunga circa 43 si era staccata dal DC10 in fase di decollo ed era andata poi a finire sotto le ruote del Concorde mentre accelerava sulla pista danneggiando uno pneumatico. I pezzi della ruota tranciata avevano impattato contro l’ala danneggiandola e facendo fuoriuscire il carburante che a contatto con i fumi di scarico del motore alla massima potenza si era incendiato.

L’ala danneggiata ed il conseguente incendio avevano reso l’aereo incontrollabile e risultò che in nessun modo i piloti avrebbero potuto impedire la tragedia avvenuta. Il disastro, in tutti i suoi dettagli, è stato anche oggetto di una puntata della trasmissione televisiva Disastri aerei, dove tutta la storia è stata riprodotta e studiata permettendo di capire come sono andate le cose. Si sono verificati dei disastri aerei anche in Italia, ancora oggi tristemente ricordati.

Il processo e la sentenza

Nel dicembre del 2010, a distanza di 10 anni dal disastro, il tribunale francese di Pontoise confermò che l’incidente fu causato dal detrito perso dal DC10 ed emise una condanna verso la Continental Airlines imponendole il pagamento di una multa di 268.000 euro.

La sentenza condannò anche il meccanico della società che aveva svolto dei lavori sul velivolo per aver usato il titanio al posto dell’alluminio per la riparazione per omicidio preterintenzionale. Furono invece assolti i responsabili della sicurezza del Concorde ed il responsabile della sicurezza del volo francese poiché il loro operato non aveva minimamente influenzato il disastro.