Concordia: Caposquadra vigili fuoco, 'rumore di acciaio che si deforma, raggelava il sangue'

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"Quella mattina ho chiesto delle corde e con queste abbiamo armato la nave, nel senso speleologico, il problema è che all'interno di una nave vuota senza suoni c'era un unico rumore, quello dell'acciaio che si deformava. Nel buio totale, nel silenzio totale, questo rumore faceva raggelare il sangue, perché la nave non è fatta per stare su un fianco, si stava deformando sotto il proprio peso, noi non lo sapevamo, ma questi rumori testimoniavano il fatto che stesse scivolando e il fondale era 130 metri". Queste le parole di Fabio Bargagna, caposquadra esperto dei Vigili del Fuoco, intervenuto sul posto il giorno della tragedia della Costa Concordia. La testimonianza è contenuta nel podcast "Il dito di Dio" di Pablo Trincia.

"Chi lavorava lì era con i nervi a fior di pelle - ricorda Bargagna- le sensazioni che avevo erano quelle di buio, freddo, ansia di andare avanti sapendo che più vai avanti e più è lungo il percorso di uscita e poi l'odore di morte non ti abbandona e nei giorni quest'odore è aumentato. Rimanevamo in silenzio per sentire se c'era qualcuno che rispondeva. Quando abbiamo sentito che c'era qualcuno ancora vivo abbiamo messo in mare tutto ciò che avevamo a disposizione. Da dove era posizionata la squadra abbiamo capito che chiamavano da tre punti distanti e quindi son passate sei ore da quando chiedevano aiuto a quando sono stati estratti. Erano disidratati, in evidente stato di ipotermia, affamati", conclude Fabio Bargagna nel podcast di Trincia.

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