Concordia: il sub Paoletti, 'al buio oggetti e lenzuola che fluttuavano sembravano fantasmi'

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"Quando sono arrivato già da lontano si vedeva quest' enorme massa bianca, sembravano palazzi sulla spiaggia, quando poi ci siamo avvicinati mi sono reso conto che quella era la sagoma della Concordia, enorme, e mano a mano che il traghetto si avvicinava ho visto lo squarcio sulla fiancata e la pietra conficcata lì di lato. Ho immaginato quant'acqua fosse entrata". Inizia così il racconto di Fabio Paoletti, uno dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco intervenuti in soccorso alla Costa Concordia, nel podcast "Il dito di Dio-Voci della Concordia" di Pablo Trincia, che dà voce alle testimonianze di chi ha vissuto quella tragedia.

"Ho quell'immagine in cui mi avvicino alla finestra e vedo oggetti che svolazzano dentro, migliaia di oggetti personali nel mare- continua Paoletti- Abbiamo ispezionato parecchie stanze, rovistato nel vero senso della parola perché un corpo poteva trovarsi in un angolo. Eravamo al buio, con le torce sui caschi a decine di metri dall'uscita in un ambiente con molta polvere o fumo, il pulviscolo fluttuava, creava una barriera, rifletteva la luce e dava fastidio. Immagina poi in un ambiente buio un lenzuolo o una tenda bianca che girano in acqua sembravano spettri, fantasmi".

"Il primo corpo che ho trovato era in sala ristorante, con sciarpa e capelli lunghi - racconta il sommozzatore nel podcast di Trincia - ho capito fosse una donna. Poi 5 persone su una balconata rimaste incastrate tra soffitto e pareti e poi altre 5 insieme in ascensore, altri dislocati in più punti della nave. Chi si era radunato sulle balconate perché non era riuscito a tuffarsi o perché non era riuscito a salire sulle scialuppe è stato risucchiato dall'acqua ed è stato riportato dentro la nave, 32 sono state le persone recuperate", conclude il suo racconto Paoletti.

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