Concordia: 'Schettino voleva dare colpa a black out', così Gdf intercettò la falsa comunicazione

·1 minuto per la lettura

“Avvertiamo sul canale radio 16, quello preposto al soccorso, la comunicazione radio tra la nave da crociera Costa Concordia e Roberto Ferrarini, capo dell’unità di crisi. Nella comunicazione il capitano Schettino accenna ad un black out a bordo, cui sarebbe seguita la collisione e ad un guasto tecnico in via di risoluzione. Insospettiti dal tono poco convincente del capitano, in poco meno di 15 minuti, ci dirigiamo dall’Argentario verso il Giglio”. Gli uomini della Guardia di Finanza di porto Santo Stefano, impegnati nella sorveglianza notturna per il contrasto al traffico di droga e attività illecite, arrivano alle 22:30 nel pressi della Costa Concordia, 45 minuti dopo l’impatto della nave con gli scogli delle Scole. La testimonianza è contenuta nel podcast "Il dito di Dio-Voci della Concordia" di Pablo Trincia.

“Già durante la navigazione – dichiarano gli agenti a bordo della g104 Apruzzi - avevamo delle sensazioni strane. Vedevamo, attraverso il radar, la nave completamente attaccata all’isola. Inizialmente non si capiva quale fosse il problema perché nessuno dalla plancia rispondeva alle chiamate. Poi ci avvicinammo verso prua per accorgerci di ciò che stava accadendo: la nave era completamente piegata sul lato sinistro, con l’inclinazione che aumenta progressivamente”. Alle 22:33 - si sente sempre nel bellissimo podcast di Trincia - la motonave della Guardia di Finanza del comandante Igor Volpini avvisa la capitaneria del porto di Livorno e, finalmente, quasi ad un’ora di distanza dall’impatto, viene annunciata l’emergenza generale con otto fischi, sette brevi e uno lungo.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli