Concordia: sopravvissuta, 'ricordo indelebile, Girolamo ci salvò la vita e merita medaglia'

·2 minuto per la lettura

“E' un ricordo indelebile che non si cancellerà mai per tutta la mia vita. Ci ha salvato. E' giusto conferire la medaglia al valore a questo ragazzo perché ha dato la sua vita per gli altri e per i bambini. La merita veramente". Lo afferma, parlando con l'Adnkronos, Antonella Bologna, ricordando il gesto di grande generosità e di eroismo di Giuseppe Girolamo, musicista 30enne di Alberobello, in provincia di Bari, uno dei 32 morti del naufragio della Costa Concordia, la nave da crociera con migliaia di persone a bordo arenata e inclinata il 13 gennaio 2011, dopo aver urtato contro alcuni scogli, davanti all'isola del Giglio e delle coste della Toscana mentre stava procedendo sulla rotta da Civitavecchia a Genova. Il giovane pugliese era membro di una band musicale che suonava sulla nave. Era il suo lavoro, la musica la sua passione.

"Lo ricordo benissimo - aggiunge la signora Bologna, palermitana - era un ragazzo alto, magro, vestito di nero, con la barbetta: un bel ragazzo. E' lui, l'ho riconosciuto dalle foto. Non mi volevano far salire sulla scialuppa – prosegue il racconto drammatico - nonostante avessi i bambini (i figli gemelli ndr). Avevano solo 3 anni e mezzo, una cosa atroce. Abbiamo visto veramente la morte con gli occhi. Quando ho urlato chiedendo di salire lui ha detto 'venga, venga' e ci ha fatto entrare nella terza scialuppa, prima mio marito con il primo bambino, poi io con l'altro. Lui non è salito”.

Per quanto riguarda la richiesta di una medaglia al valore civile richiesta avanzata più volte in modo ufficiale dal sindaco di Alberobello con lettere inviate al Ministero dell’Interno, alla Presidenza del Consiglio, alla Presidenza della Repubblica e alla Prefettura di Bari, la signora Bologna si dice “ovviamente d’accordo. Ho dato tutta la documentazione, il sindaco di Alberobello sa di questa mia testimonianza”. “Ho raccontato ai bambini di questo gesto di Giuseppe Girolamo dopo alcuni anni – conclude - perché all'inizio stavamo malissimo tutti, anche i bambini hanno vissuto il trauma”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli