Condanna all'ergastolo per Cazzaniga

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Cazzaniga, condanna all'argastolo per il medico di Saronno
Cazzaniga, condanna all'argastolo per il medico di Saronno

È stata confermata la condanna all’ergastolo per Leonardo Cazzaniga, l’ex primario del pronto soccorso di Saronno (Varese) accusato dell’omicidio di alcuni suoi pazienti ricoverati.

Confermato l’ergastolo per Cazzaniga

La sentenza di condanna a 30 anni di carcere, emanata dalla Corte d’Assise di Milano nei confronti dell’ex medico, è arrivata nel primo pomeriggio di oggi, 13 aprile.

Il processo

I giudici non hanno accolto la tesi difensiva secondo cui gli interventi del medico erano improntati ad assicurare una morte dignitosa ai malati e lo hanno ritenuto responsabile di una serie di dieci omicidi.

La Cortelo ha invece assolto per tre casi su, accogliendo sostanzialmente la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Nunzia Ciaravolo.

Ulteriori provvedimenti

La corte ha anche confermato l’isolamento diurno per tre anni nei confronti dell’ex primario e ha dichiarato il non doversi procedere per prescrizione nei confronti di quattro medici della commissione ospedaliera, che doveva supervisionare l’operato di Cazzaniga e che erano già stati condannati in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione con l’accusa di favoreggiamento.

Chi sono i pazienti uccisi

Tra le dieci persone uccise da Cazzaniga, otto erano suoi pazienti, oltre a Massimo e Luciano Guerra, rispettivamente marito e suocero della sua ex amante, definita poi “l’infermiera killer“, Laura Taroni, già condannata all’ergastolo dalla Corte d’Assise e d’Appello di Milano per l’omicidio del marto e della madre.

Secondo l’accusa, tutti gli omicidi sarebbero stati compiuti attraverso un sovradosaggio di farmaci somministrati in rapida successione.

La difesa di Cazzaniga

Anche durante il processo in primo grado, di fronte alla Corte d’Assise di Busto Arsizio, il medico si è sempre difeso sostenendo di aver voluto, con il suo mix di farmaci, semplicemente alleviare le sofferenze dei pazienti affetti da patologie irreversibili

La posizione dei legali

Nell’assolvere Cazzaniga per le morti di tre pazienti, la Corte ha revocato le statuizioni civili nei confronti dei loro famigliari.

Il difensore dell’ex primario Andrea Pezzangora, insieme all’avvocato Ennio Buffoli hanno così commentato la vicenda:

Andremo a vedere le motivazioni per vedere il ragionamento dei giudici, non siamo soddisfatti e sicuramente faremo ricorso in Cassazione”.