Condanna “emotiva” dei giudici di Firenze per un 32enne del Myanmar che la strangolò in camera

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Il condannato, Tuu Oo Naj
Il condannato, Tuu Oo Naj

Arriva dalla Corte di Appello di Firenze una vicenda giudiziaria destinata a far discutere, quella di un 32enne del Myanmar che uccise la fidanzata in un ostello e al quale la pena è stata dimezzata in secondo grado perché “realmente turbato e sconvolto”. Protagonista della vicenda il giovane Too Oo Naj, che nel 2018 commise un crimine orrendo ed uccise la compagna di 21 anni conosciuta poco prima in Thailandia. Il femminicidio avvenne durante una vacanza con lei nella città gigliata.

Uccise la fidanzata conosciuta in Thailandia in un ostello di Firenze

Dopo essere arrivati il 20 novembre i due avevano preso alloggio in un ostello, ma la gelosia morbosa dell’uomo aveva innescato il brutale femminicidio: al culmine di una violenta lite Too aveva strangolato la donna e confessato il delitto scendendo nella hall. Polizia, medico legale e magistrato erano arrivati e l’uomo era stato arrestato senza resistenza, indagato e processato in primo grado, dove con rito abbreviato aveva preso 30 anni, visto che con l’alternativo sono previsti sconti di pena e che per l’omicidio volontario è previsto il “fine pena mai”, l’ergastolo.

L’Appello e lo “sconto” al 32enne che uccise la fidanzata in un ostello

In Appello e sovvertendo la mancata concessione di attenuanti seconde del primo Gup, il giudice aveva quasi dimezzato la condanna, da 30 a 16 anni, e in queste ore sono state emesse le motivazioni del Gup. In esse si legge che “l’uomo è apparso realmente turbato e sconvolto dall’azione compiuta. Ha denunciato i fatti e non ha tentato la fuga”. E ancora “Occorre valorizzare il profilo psicologico del comportamento dell’imputato al momento del fatto. La reazione vale molto più di tanti pentimenti e richieste di perdono sbandierate in udienza a distanza di giorni, mesi o anni dal delitto”.

Cosa c’è davvero dietro la condanna dimezzata all’uomo che uccise la fidanzata in un ostello

A voler far chiarezza la sentenza è molto meno “emotiva” di quanto non possa apparire, ma la sua struttura tecnica appare ovviamente di difficile comprensione al cittadino comune che della legge ha un’idea mediamente e legittimamente basica. Merito del legale dell’uomo, avvocato Francesco Stefani, che ha sfruttato tutte le opportunità procedurali del caso. Se infatti si accetta un rito abbreviato si accetta si la possibilità di avere un terzo di sconto di pena, ma anche quella che gli atti a discarico siano “congelati” e che non possano essere integrati; cioè, se emergono elementi a discolpa successivi quelli non valgono. In più, se si è reiconfessi, si è disposti a risarcire le parti civili, non si tenta la fuga e non si occulta il cadavere si ha diritto ad altri sconti, il che ha portato alla pena decurtata per mere questioni matematiche. Questioni che poi nelle motivazioni hanno trovato quella “struttura argomentativa” che certamente farà molto discutere.

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