Condannato l'avvocato Brigandì, maxi risarcimento alla Lega

Fcz

Milano, 31 ott. (askanews) - Condannato a a 2 anni e 2 mesi di carcere al pagamento di una provvisionale da 1 milione e 800 mila euro a favore della Lega. Si è chiuso così il processo milanese che vedeva Matteo Brigandì, storico legale del Carroccio e dell'ex segretario federale Umberto Bossi, imputato per patrocinio infedele e autoriciclaggio. Soddisfatto l'avvocato Domenico Aiello, difensore della Lega (incaricato dall'ex segretario federale Roberto Maroni) che si è costituita parte civile nel processo contro Brigandì e che ora otterrà dall'ex legale di Bossi 1 milione e 800 mila euro a titolo di provvisionale, una sorta di "acconto" in attesa che un giudice civile quantifichi l'esatto ammontare del risarcimento a favore del Carroccio: "Bisogna ora iniziare a comprendere - ha commentato il elagle - l'ampiezza e la natura dei danni causati dalle condotte di infedeltà commesse da Brigandì. Danni enormi che ritengo irreversibili".

Secondo quanto ricostruito nelle indagini condotte dal pm Paolo Filippini, Brigandì "quale avvocato della Lega" si sarebbe reso "infedele ai suoi doveri professionali" omettendo "di denunciare il proprio conflitto di interessi". Da qui l'accusa di patrocinio infedele che riguarda nello specifico il decreto ingiuntivo che Brigandì ottenne da Tribunale di Pinerolo, in Piemonte, nei confronti della Lega per assicurarsi il pagamento di 1,9 milioni di euro come compenso per la sua attività professionale (somma che era già stata sequestrata e che oggi è stata confiscata dal giudice che ha anche disposto il sequestro conservativo di una somma pari al valore della provvisionale). Brigandì è stato condannato anche per autoriciclaggio. Dall'inchiesta milanese è infatti emerso che prima avrebbe investito gli 1,9 milioni di euro ottenuti dalla Lega "sottoscrivendo" una polizza vita e poi, in seguito a un "disinvestimento, trasferiva la somma di 1,67 milioni di euro" su un conto corrente aperto in una banca in Tunisia.