Condanne a morte in calo nel mondo: Amnesty “Cina nasconde esecuzioni”

La Cina continua a non pubblicare i dati, mentre gli Stati Uniti registrano una storica diminuzione delle condanne a morte.

Secondo il rapporto pubblicato da Amnesty International, esclusa la Cina, nel 2016 sono state effettuate 1032 esecuzioni. Cina, Iran, Arabia Saudita e Pakistan sono responsabili dell’87% delle condanne capitali.

Ma Amnesty denuncia centinaia di casi documentati di pena di morte che non sono presenti nel registro giudiziario online di Pechino.

“Quello che chiediamo al governo cinese è molto semplice: di giocare pulito, di pubblicare tutte le informazioni in loro possesso sulla pena di morte – dice William Nee responsabile della ricerca di Amnesty per la Cina – Le Nazioni Unite lo stanno chiedendo da 40 anni e la Cina stessa ha detto di voler essere più aperta. Vogliono pubblicare i documenti tenuti ancora segreti”.

Per la prima volta dal 2006, gli Stati Uniti non sono nella lista dei primi cinque Paesi al mondo per numero di esecuzioni. Le 20 condanne del 2016 rappresentano il numero più basso dal 1991.

A livello globale le esecuzioni diminuiscono soprattutto in Iran e in Pakistan, ma crescono nel sud est asiatico: negli ultimi tre anni il Vietnam è stato il terzo paese al mondo, dopo Cina e Iran, per numero di esecuzioni.

Pena di morte: nel 2016, abbiamo registrato il 37% di esecuzioni in meno. Tutti i dati > https://t.co/lXTmltmdlq pic.twitter.com/jIOvw8bCzd— amnesty italia (@amnestyitalia) April 11, 2017

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