Condanne a morte in Myanmar

Gli Stati Uniti hanno esortato la Cina ad aumentare la pressione sul Myanmar in seguito all'esecuzione da parte della giunta militare di quattro attivisti per la democrazia. Gli attivisti sono stati arrestati dopo un colpo di stato guidato dall'esercito lo scorso anno e accusati di aver commesso "atti terroristici". La condanna in un processo a porte chiuse che i gruppi per i diritti umani hanno criticato come ingiusto.

Se le proteste di Washington non sortiscono gli effetti sperati però, un peso diverso ce l'hanno quelle della Malesia che ha condannato la giunta del Myanmar descrivendo l'azione come un crimine contro l'umanità che distrugge il piano di pace nel sud-est asiatico.

Dice Saifuddin Abdullah ministro degli esteri malese:  "Condanniamo l'azione della giunta di giustiziare i quattro attivisti. Riteniamo che questo sia un crimine contro l'umanità. Credo che i ministri degli Esteri (del gruppo ASEAN) quando ci incontreremo a Phnom Penh il 3 agosto esamina questo".

Due attivisti avevano perso i loro appelli contro le loro sentenze a giugno. Tutti e 4 erano colpevoli secondo l'accusa di aver ucciso una donna presunta informatrice della giunta.

Secondo Amnesty international almeno altre 100 persone rischiano la vita nelle prigioni del paese

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