Conduttrice veneta deride bambino tifoso del Cosenza: scoppia la polemica

Conduttrice veneta deride bambino tifoso del Cosenza: scoppia la polemica (Screen Fb)
Conduttrice veneta deride bambino tifoso del Cosenza: scoppia la polemica (Screen Fb)

La frecciatina lanciata da una conduttrice veneta a un piccolo tifoso del Cosenza ha scatenato la bufera sui social. Tutto è accaduto al termine della partita tra Cosenza e Vicenza del 20 maggio che si è conclusa con la retrocessione dei veneti in Serie C. La conduttrice Sara Pinna di Tva, tv locale del veneto, era in collegamento con un inviato in Calabria, che si trovava fuori dallo stadio dove la tifoseria rossoblù era incontenibile.

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Al microfono del cronista si avvicinano un papà e il suo bambino, che imbeccato dal genitore, felice per la vittoria, esulta: "Lupi si nasce", riferendosi al simbolo della squadra calabrese.

La conduttrice non si è fatta scappare la frase e ha lanciato una frecciatina al baby tifoso: "E gatti si diventa. Non ti preoccupare che venite anche voi in Pianura padana a cercare qualche lavoro". L’inviato le ha fatto eco, commentando: "Non male".

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L’uscita della giornalista ha scatenato una polemica, ancora viva a dieci giorni di distanza dall’accaduto. In risposta all’intervento infelice, anche il papà del bambino cosentino ha voluto dire la sua in una lettera indirizzata Sara Pinna e postata su Facebook.

“Ha dimostrato di essere anzitutto poco sportiva oltre che ignorante e con non pochi pregiudizi. Prima di parlare è necessario pensare bene a cosa si dice”, inizia così il post intitolato “Lettera di un padre a una conduttrice razzista".

“Dovrebbe ben sapere e dimostrare a coloro i quali si rivolge cosa sono etica e morale. Due qualità a lei sconosciute a quanto pare. In ogni caso, qualora nella propria terra mancasse lavoro non ci sarebbe comunque da vergognarsi a cercarlo altrove”, ha scritto il tifoso del Cosenza.

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“Dovrebbe saperlo, perché la storia lo insegna se lei avesse avuto modo di studiarla, che la Padania deve tanto ai meridionali e a molti di loro deve il suo sviluppo dal punto di vista lavorativo”, ha proseguito il genitore, che ha poi concluso: “La invito, senza rancore, a visitare la Calabria così che possa anche lei capire che terra meravigliosa è e quanta bella gente la abita, noi a differenza Sua, detestiamo i pregiudizi e il razzismo proprio non ci appartiene”.

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