Confagri Lombardia: agriturismi in zona rossa ma si va all’estero

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 30 mar. (askanews) - "Ha il sapore della beffa il dettaglio della nuova ordinanza del ministero della Salute che impone tampone in partenza e, al ritorno, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone per poter oltrepassare il confine nazionale e raggiungere mete come la Spagna per motivi di vacanze, mentre rimangono chiusi i Comuni italiani e con essi tutte le attività di ristorazione e pernottamento degli agriturismi del nostro Paese. Lo denuncia Confagricoltura Lombardia in una nota. "Non comprendiamo come sia possibile questa opportunità - ha esordito Gianluigi Vimercati, presidente degli agriturismi di Confagricoltura Lombardia - semplicemente rispettando cinque giorni di quarantena e l'obbligo di effettuare due tamponi: in questo modo, non solo non si seguono i dettami scientifici a cui ci siamo sempre attenuti, ma di fatto si eludono le misure anticontagio che gli operatori agrituristici stanno invece rispettando da mesi e che comportano la chiusura totale delle nostre attività".

L'amarezza è anche amplificata dall'arrivo delle vacanze pasquali: "per recuperare in extremis questo terribile anno - ha aggiunto Vimercati - stavamo aspettando con entusiasmo l'arrivo della Pasqua per aprire ad un turismo di prossimità le nostre strutture e coprire almeno i costi vivi, ma la situazione sanitaria non permette di rischiare ed il calo di fatturato supererà quindi il 90%. Seguiamo infatti con rigore e prudenza quanto il Comitato tecnico scientifico e Regione Lombardia ci impogono e per questo motivo restiamo ancor più stupiti della nuova ordinanza e chiediamo con forza un aiuto concreto da parte dello Stato perché il settore è in ginocchio: serve che tra le priorità del rilancio economico sia inserito il comparto agrituristico italiano".

Tra le richieste di Gianluigi Vimercati, si chiede di lavorare in piena sicurezza, oltre all'estensione della durata delle agevolazioni fiscali, delle sospensioni contributive e degli ammortizzatori sociali per le imprese del settore e la decontribuzione per tutte le aziende che decidano di far rientrare i dipendenti dalla cassa integrazione fino a dicembre 2021.