Confagricoltura: mercato frutta calato per ferie, timori per autunno

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Milano, 12 ago. (askanews) - "Malgrado il grande caldo, che spingerebbe il consumo di frutta, ricca di acqua e di vitamine, il mercato è lento e sconta l'aumento dei prezzi di energia e materie prime, riducendo all'osso i margini dei produttori agricoli. Quest'anno, seppur di pezzatura un po' più piccola, la frutta estiva è di eccellente qualità, con un grado zuccherino elevato, che garantisce maggior contenuto vitaminico e una conservabilità più elevata". Lo riferisce in una nota Confagricoltura, che con il presidente della Federazione nazionale frutticoltura, Michele Ponso spiega "irrigazione, gasolio agricolo, energia per le celle frigorifere, carburante, fertilizzanti, materiale per il confezionamento e l'imballaggio: tutto è aumentato, siamo in preda di un mix esplosivo, al crollo del potere di acquisto dei consumatori si è aggiunta l'impennata dei costi di produzione".

"L'aumento dell'energia elettrica ha raddoppiato i prezzi per le celle frigorifere portando le bollette a 100mila euro al mese, mentre mandare un camion in Germania prima costava 2.500 euro di gasolio, ora 4.000, senza dimenticare le elevate spese che sosteniamo per l'irrigazione" precisa Ponso, aggiungendo "intendiamoci se i prezzi di vendita fossero riferiti all'anno scorso, il 2022 sarebbe giudicata un'ottima annata, ma gli aumenti esponenziali delle spese hanno ridotto i margini di oltre il 30%". A causa dell'anomala e prolungata ondata siccitosa, sottolinea Confagricoltura, la parola d'ordine per i frutticoltori è stata diradare di più, per avere frutti più grandi e più resistenti. Infatti le piante cariche di pesche, albicocche, pere e mele soffrono di più la carenza d'acqua e, con le alte temperature, rischiano di andare in stress idrico, con conseguente cascola dei frutti.

"Buoni i risultati per pesche e nettarine, anche se con l'avvicinarsi delle ferie preoccupa il rallentamento nei consumi, discreta l'annata anche per i piccoli frutti, nonostante le perdite dovute alle temperature eccessive del mese di giugno" prosegue Ponso, evidenziando che "si prospetta un'ottima produzione in termini qualitativi e quantitativi per mele e pere, ma l'incognita resta l'autunno e il panorama globale tra confitto ed inflazione".

"Aria calda, mercato fermo" sintetizza il presidente della Organizzazione interprofessionale dell'ortofrutta italiana, Massimiliano del Core, sottolineando che "dopo l'ottima partenza delle angurie sui mercati Nord europei, assistiamo ad un rallentamento: bene le pesche e le albicocche, malgrado queste ultime siano un frutto delicato, che sconta la finestra stagionale stretta". "Per l'uva da tavola l'incertezza sui mercati rende fredda la campagna, nonostante la qualità e le buone caratteristiche organolettiche, e resta sostenuta la domanda di prodotto di Club (uva e angurie) senza semi" prosegue, concludendo "siamo ottimisti per l'uva da tavola, il periodo clou sarà dopo Ferragosto e si protrarrà fino a settembre-ottobre".