Confagricotura: indennizzare anche agroalimentare, danni dpcm gravi

Asa
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Milano, 26 ott. (askanews) - Il nuovo dpcm per il conrtasto alla diffusione del Coronavirus impone "pesanti limitazioni a bar e ristoranti" con "gravi conseguenze" anche per il settore agricolo ed agrituristico, pertanto "è necessario garantire ristori anche per la filera agroalimentare". Lo ha scritto in una nota Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia. L'associazione evidenzia come giustamente venga data priorità alla salute pubblica, ma anche come sia necessario tenere conto delle conseguenze economiche delle nuove e necessarie misure assunte dal governo per frenare la diffusione dei contagi. "La quasi totale chiusura del canale Horeca - afferma Antonio Boselli - avrà strascichi molto pesanti per un settore agricolo che in Lombardia vede produzioni di eccellenza come Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, carni bovine, pollame, vini eccellenti, ortofrutta ed un settore florovivaistico molto vivace, senza dimenticare i tanti agriturismi presenti nella nostra regione. Infatti - prosegue Boselli -, la rimodulazione dell'offerta, nel passaggio dei prodotti dal canale Horeca alla grande distribuzione, comporterà significative riduzioni di valore delle derrate agricole, il rischio di non ritiro del prodotto e di speculazioni all'interno delle filiere, a scapito di agricoltori e consumatori". "Noi garantiremo sempre con il nostro lavoro cibo sano e sicuro - aggiunge il presidente di Confagricoltura Lombardia -, ma subiremo elevate riduzioni di reddito, come già accaduto in aprie, quando latte e suini da macello hanno avuto un crollo delle quotazioni del 20% rispetto a due mesi prima. Chiediamo quindi - conclude Boselli - che vengano accordati anche al nostro settore i ristori che verranno riconosciuti agli operatori del canale Horeca". Confagricoltura ricorda come consumi alimentari extradomestici, nel 2019, siano ammontati a 85 miliardi di euro. Secondo le stime di Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), a causa dell'emergenza sanitaria, si profila quest'anno una contrazione di 34 miliardi di euro.