Ha confessato uno dei due fratelli arrestati per l'omicidio di Anzio

Felipe Caparros / Agenfotostock / Agf

AGI - Dice di aver fatto tutto da solo e scagiona il fratello più grande, ma i due magrebini di 20 e 25 anni si trovano entrambi nel carcere di Velletri, in stato di fermo per l'omicidio di Leonardo Muratovic, il pugile di 25 anni ucciso sabato notte a coltellate fuori ad un locale di Anzio, centro del litorale romano.

Il 20enne ha confessato, dopo essersi costituito assieme al fratello, presentandosi martedì sera alla stazione dei carabinieri Gianicolese di Roma. "Ho fatto tutto io, mio fratello non c'entra. E' stata una lite finita male, una disgrazia" ha detto agli inquirenti, ricostruendo i momenti precedenti all'accoltellamento.

Secondo la sua versione ci sarebbe stata già all'interno del locale una violenta discussione, poi degenerata fuori. E sull'arma, il 20enne allontana ogni responsabilità. "Il coltello non era mio, lo aveva il pugile" ha riferito.

I due fratelli sono assistiti dallo studio legale Gasperini-Fabrizi del foro di Roma e nei prossimi giorni saranno interrogati durante l'udienza di convalida del fermo.

La sera del 16 luglio scorso Leonardo Muratovic fu lasciato a terra agonizzante sul lungomare Mallozzi, appena fuori il locale dove si trovava pochi minuti prima di essere accoltellato all'addome.

Il pugile di Anzio è morto nel corso della notte nell'ospedale, dove era arrivato con un'ambulanza del 118. Il giorno seguente è stato arrestato il padre di Leonardo: poche ore dopo il delitto avrebbe accoltellato due buttafuori del locale, convocati dalla poliza per essere interrogati.

 

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