Confimprese: gennaio nero per ristorazione, -71,4% fatturato

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 17 feb. (askanews) - Un gennaio nero per la ristorazione. Il primo mese del 2021, anziché portare al settore una boccata di ossigeno, ne sancisce la crisi profonda, facendo toccare punte registrate soltanto durante il primo lockdown. La ristorazione chiude gennaio 2021 con un crollo del 71,4% del fatturato. Sono i dati dell'Osservatorio permanente Confimprese-EY sui consumi di mercato, dai quali appare chiaro come nel mese di gennaio la situazione del retail appaia sempre più drammatica, senza alcun segnale di miglioramento sul 2020. Tre le cause che hanno inciso sui comparti analizzati: la chiusura dei centri commerciali nei fine settimana, giunta al terzo mese, quella di bar e ristoranti alle 18 e l'Italia ancora divisa in zone rosse e arancioni, oltre a un diffuso pessimismo di imprese e consumatori.

Nel periodo febbraio 2020 - gennaio 2021 il totale mercato lascia sul terreno quasi la metà dei fatturati -44,2% rispetto ai 12 mesi precedenti e, nello spaccato merceologico, lo schema è purtroppo sempre lo stesso con la ristorazione a pagare il prezzo più alto in pesante flessione del -53%, seguita da abbigliamento -44,1% e il non food -28,8%.

In linea generale, per i settori ristorazione, abbiagliamento, non food, travel e centri commerciali, il mese di gennaio chiude a -58,4% su gennaio 2020, la seconda peggiore performance dopo lo scorso novembre (-66,7%) e a parte i 3 mesi di lockdown che hanno avuto perdite fino al 90%. Nemmeno i saldi invernali sono riusciti a controbilanciare l'andamento negativo dei consumi. Peggio della ristorazione, ormai in ginocchio, che ha chiuso gennaio con una flessione del 71,4%, solo il settore travel, che si conferma maglia nera a -73,8%, con scarse probabilità di ripresa per lo meno nel medio termine. Peggiorano anche i dati di abbigliamento -59,7% e non food -27,7%.

Centri commerciali e outlet cadono a -65,3%, ma anche le high street che in dicembre hanno in parte beneficiato del travaso di traffico conseguente alla chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, tornano a marcare effetti negativi con una flessione del -47,8%.

"Il 2021 parte sulla scia della pessima conclusione dell'anno precedente. La ristorazione paga il prezzo più alto in termini di fatturato, ma è probabilmente l'abbigliamento che potrebbe avere le criticità finanziarie più importanti - chiarisce Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail Confimprese - Diventano quindi sempre più urgenti misure di sostegno ai settori più colpiti e modifiche della illogica chiusura dei centri commerciali durante i fine settimana, per evitare le conseguenze, potenzialmente irreversibili, sulle aziende retail e sulla loro forza lavoro. Resta il fatto che le imprese guardano con fiducia al ritrovato equilibrio istituzionale ed al sostegno che il Governo Draghi potrà portare a livello politico, economico e sociale".