Confindustria Fvg, Bono: paese non cresce, serve coesione

Fdm

Trieste, 12 feb. (askanews) - Dall'indagine congiunturale del quarto trimestre 2019, predisposta da Confindustria Friuli Venezia Giulia, si evidenzia un andamento degli indicatori contrastato. Mentre infatti si riscontra in diversi fattori la positiva crescita congiunturale del quarto trimestre, si manifesta, sul tendenziale, un certo peggioramento, in particolare per produzione e vendite. Il dettaglio dei principali indicatori congiunturali del quarto trimestre 2019 rispetto al trimestre precedente indica che la produzione industriale registra un significativo miglioramento incrementandosi dal -2,9% del precedente periodo +0,9% del quarto trimestre. Le vendite registrano un +3,9% rispetto al -5,7% del terzo trimestre, segnando un incremento sia sul mercato domestico (+5,6% rispetto al -6,3%) che su quello estero (+4,5% rispetto al -2,9%); i nuovi ordini riflettono un forte aumento passando dal -1,8% del terzo trimestre al +5,6% del quarto. L'occupazione, seppur con una leggera flessione, la possiamo considerare sostanzialmente stabile. L'esame dei principali indicatori tendenziali ci evidenzia però che nel quarto trimestre 2019, confrontato con lo stesso periodo del 2018, l'andamento della produzione industriale decresce dal +0,9% del quarto trimestre 2018 al -6,6% del corrispondente periodo del 2019. Le vendite globali, analogamente, decrescono sensibilmente dal +0,1% al -3,7%: effetto sia dalle vendite Italia (-2,2% contro il -0,2% del quarto trimestre del 2018) che, soprattutto dalle vendite estere (-4,2% rispetto al +1% del quarto trimestre 2018). Per quanto riguarda le previsioni per il primo trimestre 2020, viene confermato il trend registrato nel precedente trimestre circa la percezione degli imprenditori sull'andamento dell'economia, e cioè la prevalenza per la previsione di una sua stabilizzazione con tendenza, però, ad un lieve miglioramento che risulta evidente per la domanda interna (27% degli intervistati contro l'11% del trimestre precedente) mentre si evidenzia un peggioramento circa l'occupazione, (83% degli intervistati contro l'88% del trimestre precedente). Per la produzione industriale si registra un consolidamento (64% contro il 52%) come pure per la domanda interna che per la domanda estera.

"Anche il quarto trimestre dell'anno passato conferma le precedenti considerazioni in merito allo stato dell'economia delle imprese associate. Il Paese non cresce e ciò deve far riflettere sull'inderogabilità di avviare quelle necessarie azioni atte a consentire una ripresa forte e duratura". Questo il commento ai risultati dell'indagine da parte del presidente di Confindustria Fvg, Giuseppe Bono. "Va riconosciuto che la recente manovra di bilancio punta, seppur nei limiti di spesa consentiti, ad invertire il contesto di stagnazione della nostra economia cercando di avviare un percorso di sviluppo sostenibile. Il tutto però - continua Bono - si muove in una cornice politica e sociale di continua criticità mentre il Paese ha bisogno, mai come in questo momento di maggiore stabilità e coesione. La politica, a qualunque livello, si deve riappropriare della capacità di tradurre in atti concreti le istanze che prevengono dal mondo del lavoro in termini di azioni a sostegno delle imprese, della loro capacità di esportare, dell'innovazione, della ricerca, del fattore umano". "L'attuale delicata situazione internazionale aggravata dall'epidemia che sta sconvolgendo oltre che la vita di migliaia di persone, anche il trend economico e di mercato mondiale, non può non costituire elemento di preoccupazione imponendo a tutti uno sforzo atto ad uscire da uno stato di conflittualità permanente - evidenzia il presidente di Confindustria Fvg -. Questi sono momenti in cui il Paese tutto deve impegnarsi, non per il mantenimento di una situazione di "precaria stabilità", bensì per l'affermazione di quelle capacità programmatorie che hanno fatto sì che l'Italia superasse momenti altrettanto difficili procedendo lungo la strada della crescita, del lavoro e dell'occupazione". "L'ho detto più volte e lo ribadisco con forza in questa analisi per il 2019 - conclude Bono -: l'Italia potrà crescere solo ed esclusivamente se crescerà il suo manifatturiero che l'ha portata ad essere una delle economie industriali più importanti nel mondo".