Congedo di maternità post parto, arrivano le direttive Inps

Le future mamme che decideranno di lavorare fino al nono mese di gravidanza e utilizzare i cinque mesi di congedo di maternità obbligatorio dopo il parto, potranno fare domanda all'Inps. È l'ente stesso a fornire le istruzioni attraverso la circolare n.148, per mettere in atto la norma già introdotta dalla Legge di Bilancio dello scorso anno.

Cos'è il congedo di maternità?

È il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici dipendenti e autonome durante la gravidanza e dopo il parto.

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Quanto dura?

Il congedo dura obbligatoriamente 5 mesi: 2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto oppure 1 mese prima e 4 mesi dopo il parto. Dal 2019, a meno che non ci siano rischi per la salute di madre e figlio, è possibile usare tutti e cinque i mesi subito dopo il parto.

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Le direttive

Le donne potranno fare domanda, ma ci deve essere una certificazione medica che attesti che tale scelta non rechi danni alla madre o al piccolo in grembo. La documentazione sanitaria deve essere acquisita dalla lavoratrice nel corso del settimo mese di gravidanza.

Il congedo parte dalla data presunta del parto. Nel caso il giorno slittasse, tutto il periodo compreso tra la data presunta e il parto, sarà conteggiato "nel congedo di maternità, ma quei giorni non potranno essere indennizzati in quanto regolarmente retribuiti dal datore di lavoro e coperti sul piano degli obblighi contributivi".

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Come procedere per avere il congedo di maternità totale dopo il parto?

La lavoratrice deve presentare la domanda telematica di indennità di maternità, selezionando la specifica opzione sul sito web istituzionale (con PIN dispositivo), tramite Patronato oppure tramite Contact center. Sulla circolare c'è scritto che il documento "deve essere presentato prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto e comunque mai oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile (pena la prescrizione del diritto all'indennità)".