Congo, parla la moglie di Attanasio: "Tradito da qualcuno che gli era vicino"

Primo Piano
·2 minuto per la lettura
Luca Attanasio in Congo (Caritas Ambrosiana - Twitter)
Luca Attanasio in Congo (Caritas Ambrosiana - Twitter)

“Luca è stato tradito da qualcuno vicino a noi, alla nostra famiglia”. A rivelarlo in un'intervista a Il Messaggero è Zakia Seddiki, moglie dell'ambasciatore italiano ucciso durante un agguato a un convoglio delle Nazioni Unite a Kanyamahoro, a pochi chilometri a nord di Goma, nella parte orientale del Congo.

Nella mattina di lunedì 22 febbraio il convoglio su cui viaggiava Luca Attanasio si stava dirigendo verso Rutshuru, circa 70 chilometri a nord di Goma. La delegazione doveva far visita a un programma di alimentazione scolastica gestito dall’ONU.

GUARDA ANCHE: Congo, morto in un attacco l'ambasciatore italiano Luca Attanasio

"Quella mattina, ci siamo scritti via WhatsApp. Lui lo faceva sempre, mi ha mandato due foto nel giro di pochissimi minuti – ha raccontato la moglie - Venti minuti dopo mi ha ripetuto la stessa frase che mi diceva quando non eravamo insieme: ‘Ti amo amore mio e mi mancate’. Era tranquillo. Non avevo nessuna percezione del pericolo e come me, lui”.

SFOGLIA ANCHE: Roma, i funerali di Stato per Attanasio e Iacovacci

Poi l’agguato di una milizia armata che ha bloccato il convoglio dove viaggiavano l’ambasciatore, il carabiniere di scorta Luca Attanasio e l'autista congolese Mustapha Milambo, che sarebbe stato ucciso prima ancora dell'arrivo delle forze locali. Ed è proprio durante il conflitto a fuoco tra i miliziani e i Rangers che Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci avrebbero subito le ferite fatali.

GUARDA ANCHE: Funerali di Stato per Attanasio e Iacovacci, feretri avvolti nel Tricolore

"Saranno le indagini ad accertare cosa è accaduto nella foresta. In queste ultime ore sono stata travolta dagli eventi, dal dolore per me, per la mia famiglia distrutta – ha proseguito la donna - L'unica risposta che mi sono data, e che posso dare, è che qualcuno che conosceva i suoi spostamenti ha parlato, lo ha venduto e lo ha tradito. Mentre io ho perso l'amore della mia vita".

Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione Mamma Sofia, un gruppo che aiuta i bambini e le giovani madri in Congo, ha raccontato il profondo legame che la univa al marito scomparso: "Dividevamo e condividevamo tutto, anche le rispettive religioni: io frequentavo la chiesa, con i riti cattolici. E lui faceva lo stesso, partecipando ai riti islamici". Anche le tre figlie sono state cresciute secondo i valori della condivisione e del rispetto di tutte le fedi: "Non c'è stato mai alcun problema anche sull'educazione delle nostre figlie - ha detto Zakia Seddiki - a cui abbiamo sempre letto sia la Bibbia che il Corano".