Congresso Soi, 150 anni a difesa della vista

Red

Roma, 19 nov. (askanews) - Centocinquant'anni a difesa della vista. La Soi, Società Oftalmologica Italiana celebra l'importante appuntamento con il 99esimo congresso: l'atto di costituzione della società porta in calce la data del 17 ottobre 1869, certificandola come la più antica società scientifica del paese, e la terza in Europa dopo Belgio e Germania. Il congresso è l'occasione per fare il punto sugli enormi progressi fatti in campo oculistico e chirurgico e sui prossimi target. A cominciare dall'assicurare il più possibile le cure migliori ad un pubblico di pazienti sempre più vasto, garantendo anche la maggiore informazione possibile perché, come sintetizza il presidente Soi Matteo Piovella "bisogna prendersi cura dei propri occhi".

Al di là di un primato antico, virtuoso ed incomparabile, questa ricorrenza è l'occasione per riportare l'attenzione su una realtà qualificata ed importante della medicina italiana, che da un secolo e mezzo rappresenta il punto di riferimento per tutti i 7000 Medici Oculisti, e non solo, a garanzia del livello di qualità delle prestazioni oftalmologiche messe a disposizione dei Pazienti e della loro continua positiva evoluzione. "La SOI è un Ente Morale, giuridicamente riconosciuto dallo Stato che vigila sulla qualità delle prestazioni oculistiche erogate ai cittadini organizzando le Linee Guida necessarie per la miglior gestione delle differenti malattie dell'occhio". "Si tratta di una attività importante, considerando che i 7000 oculisti italiani, ogni anno, salvano la vista a 1.300.000 persone. La SOI è stata promotrice e protagonista dello straordinario progresso delle terapie mediche e chirurgiche che si sono evolute negli ultimi 150 anni. "Negli ultimi anni il progresso tecnologico ha portato una trasformazione nella pratica clinica e chirurgica dell'oculistica che non ha eguali in altre specialità: un caso esemplare, che non mi stancherò mai di ripetere, è quello della chirurgia della cataratta".

Per motivi organizzativi e di carenze di budget, il sistema sanitario italiano prevede un rimborso non sufficiente a sostenere il continuo aggiornamento organizzativo e medico chirurgico che si è fermato in oculistica ai primi anni duemila. Le nuove lenti intraoculari capaci dei miglioramenti straordinari della vista prima descritti sono utilizzabili solo in alcune realtà del settore privato, in regime di solvenza.

"Questo - sottolinea Piovella - ci mette in grande difficoltà, perché eticamente e professionalmente siamo chiamati a garantire le migliori cure a tutti, ma non abbiamo la possibilità di poterla applicare nel Sistema Sanitario Nazionale che effettua oltre il 90% della chirurgia". "L'importo del rimborso DRG per l'intervento di cataratta è da oltre 20 anni in continua riduzione e pertanto totalmente insufficiente : ha un importo prestabilito fisso che non permette di comperare nulla in più rispetto quanto utilizzato nel passato. Quando la cura migliora e questo dovrebbe far adottare i nuovi cristallini multifocali, purtroppo non si ha un solo euro in più per acquistarli e tutti sanno che le cose migliori ed innovative costano ovviamente di più. Sfortunatamente non è stata prevista l'opportunità di aggiornare gli importi adatti a mantenere sempre la cura migliore".

La situazione è critica a causa della mancanza d'informazione del cittadino, che nonostante le impegnative regole sulla privacy e sul consenso informato, è tenuto all'oscuro circa le opportunità esistenti e soprattutto nei confronti dei diritto alla cura migliore. "La SOI comprende che questo stato di cose sia determinato dalle ristrettezze finanziarie di un sistema antico oggi in crisi in tutto il mondo, ma bisogna responsabilmente agire consapevolmente , per dare al paziente il diritto di scegliere secondo quanto sancito nella Costituzione". "Purtroppo si va nella direzione opposta: non solo si propone un intervento non aggiornato come se non esistessero alternative, ma nella Regione Lombardia è stata approvata una legge che impedisce di effettuare l'intervento di cataratta nel settore privato: un modo speciale per eliminare una concorrenza di qualità e per questo molto scomoda. Altri veri e propri abbagli, riducono la possibilità di cura nei confronti dei Pazienti affetti da malattie degli occhi con grande impatto"sociale".

Piovella evidenzia in particolare due situazioni critiche: "la prima riguarda le iniezioni intravitreali per la degenerazione maculare che, per una norma aberrante, possono essere effettuate solo in ospedale e non da tutti i 7000 oculisti italiani, come si fa in tutto il mondo. Il pessimo risultato ottenuto nel nostro Paese certifica che si effettuano solo 300.000 iniezioni all'anno rispetto al milione e centomila del Regno Unito, della Francia e della Germania".

"L'altra grave mancanza è l'impossibilità di ottenere in sala operatoria l'assistenza anestesiologica necessaria effettuata da un Medico Anestesista Specialista, per tutti gli interventi di chirurgia oculistica. Stiamo lavorando incessantemente da anni per ripristinare sicurezza e buon senso: oggi esiste una rinnovata attenzione da parte del Ministero della Salute e questo lo dobbiamo considerare di buon auspicio per il prossimo futuro anche se ci preoccupa il procedere in ordine sparso di ogni singola Regione. La SOI continua dunque la sua ferma e consapevole azione affinché le normative siano adeguate ed armonizzate alle nuove necessità cliniche. E questo richiede un cambio di marcia e una nuova positiva percezione, perché troppo spesso l'importanza, il valore e l'impatto sociale delle cure oculistiche viene poco considerato e spesso sottovalutato.

"C'è la falsa convinzione, in una parte rilevante della popolazione, che la cecità o le Persone che vedono in modo penalizzante ed inadeguato siano ormai una triste realtà degli anni passati. Purtroppo non è così: si prevede che entro il 2050 le persone cieche aumenteranno di tre volte con un impatto ed una responsabilità sociale enorme". "Per questo noi dobbiamo essere lungimiranti, perché curare adeguatamente gli occhi per salvaguardare la vista ha un valore inestimabile ed evita che una persona sia penalizzata irreversibilmente: la vista è responsabile dell' 83% dei collegamenti con il mondo esterno. Anche se le prospettive a lungo termine coinvolgono meno i politici, che preferiscono azioni dai risultati immediati per potersi spendere meglio presso i propri elettori e così essere di nuovo rieletti. Dobbiamo positivamente rivalutare il valore della visita oculistica quale unico strumento adeguato a tutelare la vista delle Persone".