Congresso Soi, distacco retina: unica prevenzione conoscere sintomi

Mpd

Roma, 21 nov. (askanews) - "La visione di fuliggine e di 'mosche volanti', associate o meno a lampi: sono i sintomi da non sottovalutare e da sottoporre immediatamente all'attenzione dell'oculista perchè in questi casi c'è sicuramente unoscollamento del vitreo, la gelatina che riempie l'occhio, che può fare trazione sulla retina e formare una rottura che poi evolve in distacco": parola di Teresio Avitabile Professore ordinario di Malattie dell'apparato visivo presso l'Università di Catania Direttore della clinica oculistica dell'azienda ospedaliera universitaria "Policlinico-Vittorio Emanuele" di Catania, impegnato nel Congresso della Società Oftalmologica Italiana in corso a Roma.

Il distacco di retina è una delle malattie più gravi che colpiscono l'occhio e il suo trattamento chirurgico è uno dei più complessi. Fortunatamente si tratta di una condizione rara, con una prevalenza di circa un caso su 10mila abitanti\anno. Ma rappresenta ugualmente un problema sanitario molto significativo, perché altamente invalidante per le persone che ne sono colpite.

"Per questa patologia non esiste attualmente una terapia medica ma solo una terapia chirurgica, e senza intervento l'occhio finisce inevitabilmente cieco: chi è colpito da un distacco di retina non ha altra opzione che farsi operare", spiega Avitabile. "La retina - chiarisce - fa parte del sistema nervoso centrale, ed è perciò la parte più nobile dell'intero occhio: le sue cellule non sono in grado di rigenerarsi e quindi i danni che subiscono sono irreversibili". "Si tratta anche di una chirurgia relativamente recente. Solo intorno agli anni trenta e quaranta del Novecento si scoprì, grazie agli studi Jules Gonin a Losanna, che il distacco di retina si verifica solo dopo che si produce su di essa un buco, e solo negli ultimi decenni sono stati fatti i passi più significativi per il suo trattamento chirurgico", sottolinea.

"Un'altra caratteristica fondamentale che emerge dagli studi epidemiologici è che nel 30% dei casi la patologia è bilaterale: ciò significa non che si presenta contemporaneamente in entrambi gli occhi, ma che se colpisce un occhio, a distanza di tempo colpisce anche l'altro occhio in un terzo circa dei pazienti".

Come detto, si tratta di una patologia a carico di una parte del sistema nervoso, e va quindi trattata con urgenza: quanto più è tardiva la diagnosi, tanto più si corre il rischio che il riaccollamento non avvenga, o che il recupero funzionale non sia completo. "Il problema fondamentale è che la retina staccata va in ischemia, e l'ischemia è tanto più importante quanto più il distacco si prolunga, rendendo il danno permanente - avverte il professore - il danno a un certo punto oltre che funzionale, diventa anche anatomico: la retina riattaccata si raggrinza, secondo un fenomeno noto come proliferazione vitreoretinica, dovuto alla formazione di una serie di membrane sulla retina stessa".

Il messaggio è dunque che il fattore tempo è fondamentale. "L'ideale sarebbe non arrivare al distacco di retina: questo si può fare se si arriva alla diagnosi in fase di rottura e non di distacco, perché, come già accennato, tutti i distacchi sono preceduti da una rottura - sottolinea Avitabile - se il paziente coglie per tempo i sintomi della rottura, e si rivolge a un oculista competente, questi può saldare il difetto con il laser, prevenendo tutte le complicanze". Se invece si arriva al distacco, l'importante è trattarlo in centri specializzati nel più breve tempo possibile. E chiarisce: "Non si tratta di un'emergenza ma di un'urgenza differita. E' fondamentale affidarsi a mani esperte: le statistiche dimostrano per esempio che se il distacco si verifica di sabato, è meglio aspettare il lunedì successivo per farsi operare da un'équipe con una grande esperienza su questo tipo d'intervento che essere operati immediatamente da chirurghi più improvvisati; l'ideale è trattare il distacco entro 24 o 48 ore, massimo tre giorni".