Congresso Soi, strabismo e ambliopia nei bambini: che fare? -2-

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Roma, 22 nov. (askanews) - "L'intervento - prosegue Campos - è un'altra opzione per mettere gli occhi il più dritti possibile. L'obiettivo è ristabilire una collaborazione tra i due occhi che consenta al bambino di ritrovare la visione tridimensionale. Se invece parliamo di un caso di strabismo che insorge tra il quinto e il sesto mese di vita significa che non c'è il presupposto per far lavorare insieme i due occhi, e che l'intervento chirurgico difficilmente risolverà il problema. Allora di agisce sui muscoli oculari, spostando il loro punto d'inserzione o accorciando un muscolo stesso con varie tecniche. In ogni caso, sono interventi fatti in anestesia generale, con un ricovero di una notte se il bambino abita lontano, o addirittura con una dimissione nel giro di qualche ora se abita vicino. Il recupero funzionale è piuttosto rapido: la collaborazione tra i due occhi, per quanto non perfetta, è migliore di quella precedente all'intervento, soprattutto quando gli occhi sono molto storti, e si ottiene anche un risultato estetico, che ha importanti ricadute psicosociali per il piccolo. Il momento in cui s'interviene dipende chiaramente da bambino a bambino, ma in genere non è prima di un anno e mezzo. Non bisogna però aspettare troppo a lungo".

"Se il bambino è più grande, si perde la possibilità di adattamenti sensoriali che invece si possono conseguire intervenendo intorno a uno o due anni di età. Il rischio è che anche dopo l'operazione il bambino veda doppio. L'importante è pianificare bene l'operazione sulla base dell'entità della deviazione e sulla capacità di muovere gli occhi, perché una valutazione non corretta rischia di determinare uno strabismo nella direzione opposta: in pratica, lo strabismo da convergente - il più diffuso nel nostro Paese - può diventare divergente negli anni successivi, cioè a 14-15 anni oppure quando il soggetto sviluppa una presbiopia dopo i 40 anni, con visione doppia".

I genitori che sospettano uno strabismo incipiente del proprio figlio "possono fare per esempio un semplice test, magari facendolo passare per un gioco, che consiste nel tappare alternativamente un occhio per capire se il piccolo afferra gli oggetti con la stessa sicurezza quando guarda con aperto solo l'occhio destro o il sinistro. Un altro consiglio che si può dare, visto che tutti ormai hanno in tasca un cellulare con fotocamera incorporata, è di fare molte foto da angolazioni diverse al proprio figlio: queste numerose istantanee possono aiutare l'oculista per stabilire l'eventuale presenza e l'entità dello strabismo. Chiaramente, se i genitori o il pediatra hanno un sospetto, l'indicazione è sempre quella di rivolgersi all'oculista di fiducia", raccomanda lo specialista.